Nel 2022 a Barletta si è tenuto ilJova Beach Party: un evento che ha coinvolto tutto il litorale ma che ha fatto anche tanto discutere. Adesso l’organizzazione è al centro di un’indagine per presunti interventi abusivi sulla costiera. Si contano tre indagati che vanno dall’abusivismo edilizio all’inquinamento ambientale colposo, fino al falso ideologico.
Nel registro degli indagati sono finitiFrancesco Lomoro, dirigente del Settore Lavori pubblici del Comune di Barletta,Michele Cianci, all’epoca amministratore unico della Bar.S.A. spa, e l’ingegnereMario Luigi Dicandia, progettista incaricato dalla società organizzatrice dell’evento, la Trident Music.
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Jova Beach Party, l’inchiesta
I Carabinieri forestali si stanno occupando delle indagini che riguardano l’evento delJova Beach Partyche si è tenuto il 30 e il 31 luglio 2022. Al centro dell’inchiesta, secondo quanto emerge dall’ordinanza, ci sono i lavori preparatori eseguiti sull’arenile in vista delle serate. All’evento parteciparono circa30mila spettatoriper assistere al concerto di Jovanotti.
In particolare, viene contestata la realizzazione di interventi su un’area marittima di circa 16mila metri quadrati, caratterizzata dalla presenza di vegetazione spontanea e avvallamenti di dune. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’area sarebbe stata oggetto di livellamenti con mezzi meccanici, movimentazione dei primi strati di sabbia per una profondità media di circa mezzo metro e realizzazione di varchi di accesso, con una trasformazione fisica e morfologica dell’habitat costiero. Secondo gli inquirenti per fare tale operazione c’era bisogno di un’autorizzazione paesaggistica che pare non sia stata fatta.
In particolare, aDicandiaviene contestato anche il reato di falso ideologico perché avrebbe attestato, nella documentazione presentata al Comune, che gli interventi rientrassero tra quelli esenti da autorizzazione, in quanto temporanei. Una valutazione che, secondo la Procura, non terrebbe conto della natura e dell’impatto delle opere eseguite.
Le contestazioni comprendono anche la compromissione di habitat naturali, con riferimento alla presenza di specie vegetali tipiche della vegetazione di quel posto. Non solo, questo intervento avrebbe anche danneggiato la fauna, in particolare lo sviluppo della specie delfratinoe dellatartaruga marina Caretta caretta.
Gli indagati potranno ora scegliere se rispondere agli interrogatori o depositare memorie difensive. Secondo quanto si apprende, potrebbero rimanere in attesa di acquisire integralmente gli atti.
L’impatto ambientale del Jova Beach Party
L’unico che ha rotto il silenzio, finora, èCianciche ci ha tenuto a ribadire il suo impegno per l’ambiente:“Trovarsi indagato per qualcosa che non si è fatto è abominevole. Appena in possesso di tutti gli atti sarà mio dovere procedere nelle sedi opportune”.
Queste indagini vanno ad unirsi ad una serie di polemiche che erano già sorte durante il periodo delJova Beach Party: erano stati diversi gli ambientalisti che sostenevano che un evento del genere danneggiava le spiagge e che fosse più opportuno tenere questi grandi eventi in arene apposite. Oggi l’indagine, in un certo senso, va a confermare quella che è stata l’idea sostenuta da molti.
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