Il gip di Torino ha disposto l’imputazione coatta per John Elkann e Gianluca Ferrero, coinvolti nel processo sull’eredità di Marella Caracciolo, moglie dell’avvocato Gianni Agnelli.
L’imputazione coatta, prevista dall’articolo 409 del codice di procedura penale, poggia su due capi d’imputazione per i quali i pubblici ministeri avevano chiesto l’archiviazione. L’imputazione coatta obbliga il Pubblico Ministero a formulare un’imputazione, nonostante sia stato chiesto l’archiviazione delle indagini.
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Il gip ha invece disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri, per Ginevra Elkann, Lapo Elkann e per il notaio Urs Robert von Gruenigen.
Subito i legali di Elkann hanno commentato tale decisione ed hanno riferito che faranno appello in Cassazione: “La decisione del gip è difficile da comprendere perché in contrasto con le richieste dei pubblici ministeri, solide e ben argomentate”.
John Elkann: imputazione coatta; archiviazione per Lapo e Ginevra
Il gip del tribunale di Torino ha disposto l’archiviazione completa del procedimento penale nei confronti di Ginevra e Lapo Elkann, fratelli di John Elkann, e del notaio svizzero Urs Robert von Gruenigen, nell’ambito dell’inchiesta legata alla residenza della nonna Marella Caracciolo. La procura aveva chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati, ma il giudice ha deciso diversamente per John Elkann e per il commercialista Gian Luca Ferrero, ordinando l’imputazione coatta.
Gli avvocati di Elkann hanno definito la decisione “abnorme e difficile da comprendere”, sottolineando come la richiesta di archiviazione dei pubblici ministeri fosse “solida e ben argomentata”. Quindi procederanno con il ricorso in Cassazione contro l’ordinanza.
Secondo la difesa, “le accuse mosse a John Elkann sono prive di fondamento e la scelta dell’imprenditore di aderire a un accordo non implica alcuna ammissione di responsabilità, ma solo la volontà di chiudere rapidamente una vicenda personale dolorosa, già definita con l’Agenzia delle Entrate”.
Intanto, l’udienza è stata rinviata all’11 febbraio, mentre quella sul patteggiamento di Ferrero slitta al 21 gennaio. La vicenda giudiziaria prosegue su due binari differenti con aspetti tecnico-giuridici che hanno bisogno di maggiori approfondimenti.
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