Sono rientratii primiitaliani rimasti bloccati nel Golfo Persicodopo l’inizio dellaguerra in Iran. Sono127e sono atterrati all’aeroporto diRoma Fiumicinoieri sera con un volo charter Boeing 737 della compagnia Oman Air, organizzato dallaFarnesinae partito daMuscat, capitale dell’Oman. Ora possono tirare un sospiro di sollievo: la paura delle razzi e delle bombe è un lontano ricordo.
Iran, rientrati i primi italiani bloccati nel Golfo Persico
Dopo l’inizio delle ostilità inIran, a causa dell’attacco congiunto diIsraele e Stati Uniti, la reazione di Teheran non si era fatta attendere e aveva interessatodiverse nazioni del Golfo, che ospitanobasi militari statunitensio sono alleate strategiche di Washington. Nell’area, sono in questi giorni in vacanzacirca 20 mila italianie quelli che ci abitano stabilmente sonopiù del triplo:circa70 mila, come aveva riferito ieri in Parlamento il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva anche assicurato come la sicurezza dei connazionali all’estero fosse la priorità assoluta del governo.
Leggi Anche
Detto, fatto. Come riportaLa Repubblica, nella giornata di ieri, alcuni italiani sono stati avvisati dalleambasciate italiane a Dubai e Muscatdi un volo che li avrebbe riportati in patria. Chi ha potuto ha prontamente preso un taxi da Dubai o Abu Dhabi fino alla frontiera con l’Oman, poi un altro fino all’aeroporto della capitale.Esorbitanti i costi, tutti a spese dei diretti interessati:500 euro per il taxi e1.500 per il volo,quest’ultimo, come hanno raccontato al quotidiano i passeggeri,da pagare in contanti, pena restare a terra. Motivo per il quale il Boeing è partitoquasi vuoto.
Tajani: “Facciamo il possibile per tutti, per ora niente aerei militari, solo charter”
I 127 italiani rientrati sono solo una goccia nel mare dei 20 mila ancora bloccati nell’aerea e terrorizzati dall’acuirsi del conflitto. Iproblemi logisticiper il rimpatrio di tutti i connazionali sono evidenti e ne ha parlato anche lo stesso Tajani, dichiarando: “Noi garantiamo assistenza medica e consolare, ma sononumeri talmente altiche è difficile poter risolvere i problemi di tutti“. Il vicepremier ha comunque annunciato che a supporto dei consolati di Abu Dhabi e Muscat ci saranno8 persone in più fra carabinieri e personale diplomatico, ma haesclusola possibilità di organizzarevoli militariper il rimpatrio dei connazionali. Per il momento, dunque, solo voli charter.
Intanto, oggi dovrebbero fare ritorno anche altri gruppi di connazionali, tra cui i190 studenti minorenni rimasti bloccati a Dubai. Il ministro dell’IstruzioneGiuseppe Valditarane aveva annunciato il rimpatrio tra il 4 e il 6 marzo, ma informazioni filtrate dalla Farnesina indicherebbero che i ragazzi saranno trasferiti oggi ad Abu Dhabi a bordo ai autobus sicuri e da lì si imbarcheranno su un volo charter direzioneMilano Malpensa.
© Riproduzione riservata












