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Influenza, pronto soccorso al collasso: scatta la task force a Palermo per il sovraffollamento

L’epidemia stagionale mette sotto pressione gli ospedali: sospesi i ricoveri programmati e posti letto per affrontare l’emergenza

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L’ondata di influenza che sta attraversando il Paese inizia a mostrare effetti sempre più critici sul sistema sanitario italiano. In particolare, a Palermo, dove il sovraffollamento del pronto soccorso del Policlinico ha reso necessario l’insediamento di una task force aziendale, chiamata a gestire un’emergenza che rischia di compromettere le normali attività di assistenza. Nelle ultime settimane gli accessi sono aumentati drasticamente, soprattutto per complicanze respiratorie, mettendo a dura prova il personale medico e le strutture.

Al termine del primo incontro, la direttrice generale dell’Aoup, Maria Grazia Furnari, ha annunciato una serie di misure immediate e coordinate per garantire la sicurezza dei pazienti e l’appropriatezza dei percorsi di cura. È stata confermata la sospensione dei ricoveri programmati, fatta eccezione per quelli oncologici e per quelli classificati in classe A, che saranno valutati singolarmente dalla Direzione sanitaria. Una decisione complessa e drastica, che annuncia la gravità della situazione.

Emergenza respiratoria e nuovi posti letto

Per fronteggiare l’aumento dei casi più complessi, è stata disposta l’istituzione di un’unità medica dedicata alle complicanze respiratorie legate all’influenza.  Dieci posti letto sono stati riconvertiti per rispondere all’emergenza, sotto il coordinamento del direttore dell’Unità operativa di Pneumologia e con il supporto di specialisti di diverse aree mediche.

L’Azienda, inoltre, ha ribadito l’obbligo di attenersi scrupolosamente al Piano regionale di gestione del sovraffollamento dei pronto soccorso, imponendo la piena applicazione delle misure organizzative previste. Questo perché senza un rigoroso rispetto delle procedure, il rischio è quello di un possibile blocco dell’assistenza.

Vaccini, medici e territorio

È stata attivata anche la ripresa delle campagne vaccinali interne, con un’équipe dedicate alla somministrazione dei vaccini direttamente al letto dei pazienti ricoverati e rivolte agli operatori sanitari non ancora immunizzati. Un tentativo che cerca di arginare la diffusione dei virus all’interno delle strutture ospedaliere.

Inoltre, è stata attivata la rimodulazione degli ambulatori di area medica, non legati al piano di gestione delle liste d’attesa, per garantire una maggiore presenza di dirigenti medici nei reparti e il rafforzamento del collegamento ospedale-territorio con l’Asp per facilitare dimissioni e trasferimenti. La Direzione generale, infine, informa che “continuerà a monitorare costantemente l’andamento degli accessi e l’efficacia delle misure adottate, riservandosi di attivare ulteriori interventi qualora la situazione epidemiologica lo rendesse necessario”.

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