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Incendi in Piemonte, catastrofe ecologica: in fumo fino a 900 ettari di bosco

Migliora la situazione sui principali fronti, ma i danni ambientali sono enormi e il recupero richiederà decenni

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I recentiincendiche hanno devastato ilPiemontehanno causato danni importanti, con la Regione che li definisce una vera “catastrofe ecologica“. Sono statidistrutti tra gli 800 e i 900 ettaridi bosco, e circa700mila alberisono stati ridotti in cenere nelle province diTorino,VercellieVerbano-Cusio-Ossola. Mentre si continua a lottare contro i focolai ancora attivi, già si inizia a pensare allaricostruzione di questo patrimonio naturale, un processo che richiederà decenni per ripristinare le condizioni originali.

I Vigili del Fuoco riportano che i recenti incendi sono statiprovocati da fulmini cadutinei giorni scorsi. Le fiamme si sono diffuse rapidamente grazie alforte vento di foehn, alleelevate temperaturee allaprolungata siccità, che hanno reso iboschiestremamentevulnerabili. Tra le zone maggiormente colpite c’è laValsesia, in provincia di Vercelli, dove sono statidevastati circa 450 ettari di vegetazione. Anche aPremosello Chiovenda, nel Verbano-Cusio-Ossola, si registrano gravi danni con226 ettari bruciati, e nellaValle Soana, in provincia di Torino, situata all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Piemonte, incendi
Piemonte, incendi

Incendi in Piemonte: saranno necessari dai 50 ai 70 anni per ricostruire gli ecosistemi forestali maturi

L’assessore regionale all’Ambiente,Matteo Marnati, sugli incendi ha spiegato che “L’intervento dei soccorritorihaevitato la distruzione di altri 3.500 ettari, salvando 3 milioni di alberi e i centri abitati”. Lo stesso Marnati ha evidenziato inoltre che “i modelli di simulazione di Arpa Piemonte e Regione Piemonte sull’andamento dei roghi montani evidenziano lostraordinario valore dell’intervento dei soccorritori: senza il tempestivo contenimento a terra e il massiccio dispiegamento della flotta aerea,le fiamme avrebbero consumato l’interesa massa forestalecontinua delle valli”.

E ancora: “l’azione coordinata delle forze in campo ha messo in sicurezza esalvato più di tre milioni di alberi e intere frazioni abitate a fondovalle”. Gli incendi hanno causato gravi danni al patrimonio forestale del Piemonte, ma ci sonobuone notizie riguardo alla qualità dell’aria. Arpa Piemonte ha annunciato che ilivelli di polveri sottilirilevati aDomodossolasono giàin caloe attualmente non costituiscono una minaccia per la salute dei cittadini. Terminata l’emergenza, inizierà la delicata fase del recupero ambientale.

L’assessore regionale alla Montagna,Marco Gallo, ha annunciato: “Siamo già al lavoro per delineare gli interventi eattivare piani straordinari di ripristino ambientalesul modello di quanto già sperimentato con successo dopo i grandiincendi del 2017. Gallo ha sottolineato anche l’importanza di non intervenire immediatamente con nuove piantumazioni, spiegando l’importanza cruciale delmonitoraggio post evento. “Prima di procedere a qualunque rinnovazione artificiale con piantine da vivaio,sarà fondamentale valutare la capacità di rinnovazione naturale del bosco, in modo da capire dove sia realmente necessario e prioritario l’intervento dell’uomo”.

Secondo le valutazioni dei tecnici, glieffetti degli incendiavranno ripercussioni a lungo termine. Perricostituire ecosistemi forestalimaturi, potrebbero volercidai 50 ai 70 anni. Nel frattempo, le operazioni di contrasto agli incendi continuano sul territorio. Lepiogge notturnehanno contribuito a migliorare la situazione generale, marimangono alcuni focolaida spegnere. A Premosello-Chiovenda sono ancora attivi Canadair, elicotteri e squadre di terra, mentre le condizioni migliorano in Val Vigezzo e a Bannio Anzino.

Nel Vercellese, gli incendi a Boccioleto, Varallo e Cervatto-Fobello sono ormai sotto controllo, sebbenea Cravagliana permangano alcuni focolai isolati. Nel Torinese, a Valprato Soana, uno dei due fronti è stato completamente domato; sull’altroproseguono le operazioniguidate daiDirettori delle Operazioni di Spegnimento, con il supporto dei Vigili del Fuoco, del personale Aib e della flotta aerea antincendio, impegnati a prevenire nuove accensioni.

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