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Impagnatiello non accederà alla giustizia riparativa: cos’è e perché gli è stata negata

Secondo i giudici la richiesta di Impagnatiello avrebbe presentato motivi "ritenuti irrilevanti ai fini di una valutazione dell'ammissibilità dell'invio dell'imputato al programma riparatorio"

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Alessandro Impagnatiello, condannato in secondo grado per l’omicidio pluriaggravato, l’occultamento di cadavere e l’interruzione non consensuale di gravidanza di Giulia Tramontano,non potrà avere accesso alla giustizia riparativa. Lo ha deciso la Corte d’assise d’appello di Milano, che ha rigettato l’istanza presentata dai legali dell’imputato.

Una nota del presidente della Corte, Giuseppe Ondei, spiega i motivi della decisione. Secondo i giudici la richiesta di Impagnatiello avrebbe presentatomotiviritenutiirrilevantiai fini di una valutazione dell’ammissibilità dell’invio dell’imputato al programma riparatorio“. I motivi presentati erano “l’assunzione di responsabilità” e “ilrincrescimentoesternato alla prima occasione di contradditorio processuale“.

La richiesta di giustizia riparativa e le motivazioni del respingimento

La richiesta era stata presentata lo scorso 25 giugno, nel corso del processo di appello per la morte diTramontano,uccisa con 37 coltellate mentre al settimo mese di gravidanzadopo che aveva scoperto il tradimento di Impagnatiello con un’altra donna. I legali dell’uomo hanno chiesto di poter accedere al programma di giustizia riparativa anche per mezzo di una vittima surrogata.

Si tratta di unaprocedura che prevede la presenza di una vittima di reati analoghi, nel caso in cui i famigliari della vittima decidessero di non partecipare. In sede di udienza, gli avvocati dell’accusa hanno respinto la richiesta della difesa, sostenendo di non riconoscere i vantaggi che questa potrebbe garantire.

Proprio alla luce dell’indisponibilità della famiglia Tramontano a prendere parte a questo percorso, i giudici della Corte d’assise d’appello di Milano ha ritenuto che “peraffermare un’effettiva utilità alla risoluzione delle questioniderivanti da reati commessi, fossero decisivi i moventi“. Secondo la Corte, inoltre, i moventi e gli impulsi criminosi non sarebbero stati “rielaborati criticamente” da Impagnatiello e non garantirebbero l’avvio di un processo riparativo.

Il caso di Giulia Tramontano

Giulia Tramontano è statauccisa il 27 maggio 2023, mentre era incinta del suo primo figlio. La donna aveva appena scoperto il tradimento del suo compagno, Alessandro Impagnatiello, impegnato in una relazione clandestina con una collega. Le due donne si erano incontrate in un bar di Milano proprio per ricostruire le bugie dell’uomo.

Tramontano è rientrata a casa poco dopo, intorno alle 19. Impagnatiello l’ha attesa e l’hacolpita con 37 coltellateper poi tentare di fare a pezzi il corpo e bruciarlo usando alcool e benzina. Entrambi i tentativi sono falliti. Nei giorni successivi il cadavere di Tramontano è stato spostato tra l’abitazione, il garage e la macchina.

Il suo cadavere sarà trovato diversi giorni dopo in un’intercapedine tra una fila di box auto e una recinzione.Impagnatiello ha confessato il femminicidioe ha ricostruito le sue azioni. Le accuse nei suoi confronti erano omicidio volontario aggravato da premeditazione, futili motivi, crudeltà e dal vincolo della convivenza.

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