Nessun obbligo imposto dalle autorità sanitarie, nessun provvedimento restrittivo formale.Eppure ha scelto comunque di isolarsi. “Farò come ai tempi del Covid: resto a casa”, racconta il giovane calabrese di 25 annirientrato in Italia sullo stesso volo che è finito sotto osservazione sanitaria in seguito alla morte di una passeggera colpita da hantavirus.
Sul volo, una donna olandese si è sentita male ed è stata fatta sbarcare, morendo solo qualche giorno dopo. Tra i passeggeri c’era anche il ragazzo, originario della provincia di Reggio Calabria, che però sostiene di non averla neppure vista la donna in questione. “Mi hanno spiegato che non sono obbligato alla quarantena, ma preferisco essere prudente.” Una scelta personale che richiama inevitabilmente gli anni della pandemia e quel senso di cautela rimasto impresso nella memoria collettiva.
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Gli Italiani sul volo
Il ragazzo spiega che sul volo, diretto dal sud Africa ad Amsterdam, in Olanda, inizialmente nessuno aveva spiegato nulla,dicendo solo che vi era stato un ritardo perché una donna si era sentita male.Anche altri 3 passeggeri italiani erano sullo stesso volo.
La donna è rimasta sul volo solo per pochi minuti, i passeggeri italiani sostengono di non averla neppure vista, dopo oltre due settimane inoltre, sembra non abbiano sviluppato alcun sintomo. Questo quadro induce a pensare in modo ottimista, ma nonostante ciò,iquattro sono stati posti in quarantena fiduciaria.
Nonostante l’allarme,gli esperti hanno precisato che il rischio di contagio resta basso.L’hantavirus è infatti una malattia rara che, nella maggior parte dei casi, si trasmette attraverso il contatto con roditori infetti o ambienti contaminati, e non con la facilità tipica dei virus respiratori.
Una scelta di responsabilità
La decisione del giovane calabrese è diventata in poche ore simbolica di unatteggiamento che molti associano all’eredità lasciata dal Covid. Nessuna imposizione, ma una forma di responsabilità personale maturata dopo anni di emergenza sanitaria globale.
“Abbiamo imparato che anche un piccolo gesto può proteggere gli altri”, avrebbe confidato ad amici e conoscenti dopo il rientro in Calabria. Per questo, almeno fino alla conclusione del periodo di osservazione, il ragazzo resterà nella propria abitazione limitando i contatti.
Nel frattempole autorità sanitarie continuano il monitoraggio dei passeggeri coinvolti.Al momento non sarebbero emersi ulteriori casi sospetti collegati alla crociera. Ma la vicenda riporta alla memoria immagini e comportamenti che sembravano appartenere a un passato ormai lontano: isolamento, precauzione, paura del contagio.
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