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Gravina, chiusa l’indagine: accusato di autoriciclaggio

Sulle sue tracce da qualche tempo, oggi la Procura di Roma ha chiuso l'indagine: il Presidente della FGCI potrebbe andare a processo con l'accusa di autoriciclaggio

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La Procura di Roma ha chiuso da poco l’indagine su Gabriele Gravina, il Presidente della FIGC. Con l’accusa di autoriciclaggio, l’uomo rischia il processo.

Sui suoi passi da marzo 2023, gli inquirenti avevano riscontrato non poche irregolarità. Una di esse sarebbe la compravendita di una collezione di libri antichi, nella disponibilità proprio da Gravina. Tutto ciò è servito come campanello d’allarme per procedere all’investigazione.

La Procura Nazionale Antimafia aveva fatto ricerca sulla presunta attività di dossieraggio, che continua a fare scandalo. Pare che questi movimenti illeciti abbiano coinvolto anche Pasquale Striano e Antonio Laudati. Il primo un investigatore della Guardia di Finanza e il secondo l’ex sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia. Infatti, entrambi si troverebbero al centro dell’inchiesta, un lavoro a quattro mani tra la Procura di Roma e di Perugia.

Gravina presto a processo?

La chiusura dell’attenta analisi è arrivata dopo due settimane dalla decisione del Tribunale del Riesame della Capitale. L’istituzione ha, sì, giudicato affidabile l’impianto accusatorio dei PM di Piazzale Clodio, ma il 19 novembre ha rigettato l’appello di sequestro preventivo di 140mila euro da parte della Procura nei confronti del diretto interessato.

Non resta, dunque, che attendere se effettivamente avrà luogo o meno il processo per il numero uno della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

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