Giornata dello Spreco Alimentare, l’Italia la peggiore tra i Paesi europei

In occasione della tredicesima edizione della Giornata Mondiale della Prevenzione, sono stati diffusi i dati dello spreco settimanale delle nazioni europee. L’Italia è la peggiore ma c’è un miglioramento rispetto al 2015

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Il 5 febbraio è la Giornata Mondiale della Prevenzione dello Spreco Alimentare, istituita nel 2014 e in linea con l’Agenda ONU 2030. Questo evento è nato per sensibilizzare sul tema dello spreco alimentare. L’iniziativa è stata spinta dalla campagna SprecoZero e curata da Andrea Segrè, fondatore della giornata ed economista direttore di Waste Watcher, il primo osservatorio nazionale sugli sprechi.

In occasione di questa giornata sono stati diffusi i dati relativi allo spreco alimentare pro capite. Secondo il report country 2025 di Waste watcher international, l’Italia è ultima con 555,8 grammi rispetto a: Francia (459,9 g), Spagna (446, 5 g), Olanda (469,6 g) e Germania (512,9 g).

Giornata Nazionale della Prevenzione dello Spreco Alimentare: il rapporto dolce-amaro

Nonostante l’ultimo dato sconcertante, gli italiani sono migliorati nell’arco di 10 anni. Infatti, rispetto al 2015 in Italia lo spreco settimanale a persona è sceso di quasi 100 g. Ora, l’obiettivo è quello di raggiungere massimo 369,7 g settimanali di cibo sprecato, per far sì che il traguardo nell’Agenda 2030 non resti solo un’illusione.

Giornata Nazionale della Prevenzione dello Spreco Alimentare: dichiarazioni e consapevolezza

Giorgio Bergesio (Lega), vicepresidente della commissione Agricoltura, in occasione del 5 febbraio dichiara: “Ogni anno abbiamo oltre 8 milioni di tonnellate di cibo sprecato. Di questi, 3 milioni si perdono prima che arrivino al consumatore per via della burocrazia e standard imposti dalla grande distribuzione”.

Il divario mondiale è evidenziato da un dato che porta alla luce un’importante riflessione: 670milioni di persone muoiono di fame mentre l’altro lato della medaglia butta 80 kg di cibo a testa.

Qualche iniziativa interessante, però, è già stata fatta come l’app Too Good To Go. Questa consente di ritirare a poco prezzo i prodotti avanzati da ristoranti, forni e pasticcerie, proprio per evitare lo spreco che ogni posto in questione ogni giorno commette, non volendo.

In questo momento però serve uno scatto di consapevolezza: “Trasformazioni strutturali e durature dei nostri comportamenti sono richieste oggi a tutti noi”.

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