Gino Cecchettinè stato ospite nell’ultima serata del Festival di Sanremo per parlare di violenza sulle donne. E poco prima di salire sul palco dell’Ariston, una battuta di Carlo Conti ha preso la scena scatenando negli ultimi giorni polemiche di vario tipo. Il conduttore, riferendosi alla moglie, afferma di averle ironicamente vietato di indossare i jeans di una ballerina del cantante Samurai Jay.
E solo recentemente, il padre di Giulia, vittima del femminicidio per mano di Filippo Turetta, si è esposto in merito alla questione, mentre rispondeva ad alcune domande sui testi delle canzoni di Sanremo: “Sono gli stereotipi che hanno portato Carlo Conti a fare la battutaperché continuiamo a considerare lagelosia come un elemento fondamentale di una relazione d’amore, quando invece l’amore dovrebbe bastare a sé stesso”.
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Il dibattito è avvenuto in occasione della presentazione del Quaderno n.12 del “Rapporto Giovani”, intitolatoIn nome di Giulia. Il coraggio di cambiare della Generazione Z, all’Università Cattolica di Milano. E rispondendo ad alcune domande sulla discussione relativa ai testi delle canzoni in gara a Sanremo, Cecchettin ha dichiarato: “L’attenzione al linguaggioandrebbe fatta sempre e comunque, anche quando si parla d’amore”.
Gino Cecchettin e i messaggi nei testi pop
Il presidente della Fondazione Giulia Cecchettin non ha criticato apertamente i brani in gara, ma ha portato uno spunto di riflessione: “La necessità di una maggioreconsapevolezza culturale anche nella musica pop”. Inoltre, da qui Gino ha colto l’occasione per portare al centro il tema degli stereotipi di genere: “La questione diventa soggettiva e spesso molto influenzata dal contesto culturale, dagli stereotipi con i quali siamo cresciuti”.
Gino Cecchettin sul ddl Bongiorno
Durante la presentazione all’Università Cattolica di Milano non sono mancati riferimenti anche al dossier delddl Bongiorno relativo al consenso. In questo caso, Gino Cecchettin ha dato la sua “opinione da cittadino” dicendo che: “Se mi metto dalla parte delle donne, la modifica potrebbe rappresentare un passo indietro”.
Per rafforzare la sua posizione, Gino ha portato l’esempio diGisèle Pelicot, vittima di un caso di violenza sessuale brutale avvenuto in Francia: “Pelicot non ha mai detto di no ma non ha mai detto sì, perché era in uno stato in cui chi abusava di lei l’aveva messa nelle condizioni di non poter negare.In quel caso la legge Bongiorno non funzionerebbe”. Infine, Cecchettin ha lanciato un messaggio di speranza durante la presentazione, dicendo che tra i giovani nota maggiore consapevolezza e un incremento della sensibilizzazione dopo il femminicidio della figlia Giulia. Le questioni sollevate durante l’incontro all’Università Cattolica di Milano sono delicate e molto attuali. Nonostante nel mondo della musica si intraveda un cambiamento a livello di testi, la musica pop, essendo più leggera, tende a non approfondire questi concetti.
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