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Gianluca Vacchi: a marzo il processo per presunti abusi edilizi a Porto Cervo

Il 13 marzo inizierà il processo a Gianluca Vacchi per presunti abusi edilizi nella sua villa in costruzione a Porto Cervo. In un panorama mozzafiato come quello sardo l'abuso non è solo edilizio ma anche paesaggistico

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Terrazze affacciate sulla Costa Smeralda, una discoteca privata, due lodge con suite e persino un campo da padel, perché nel 2026 anche il lusso deve sudare un po’. La casa da sogno progettata per l’imprenditore, dj e influencer Gianluca Vacchi sembrava destinata a diventare l’ennesimo simbolo dell’eccesso elegante: una dimora di 1200 metri quadri da 15 milioni di euro incastonata sulla collina di Pantogia, a Porto Cervo, uno degli angoli più esclusivi d’Italia. Un sogno in cemento, vetro e panorami mozzafiato. Peccato che, come spesso accade quando il sogno cresce troppo, qualcuno abbia iniziato a fare i conti.

Nel marzo del 2023 il cantiere è finito sotto la lente d’ingrandimento degli uffici tecnici del Comune di Arzachena. Il verdetto è tutt’altro che poetico: ordinanza di demolizione e ripristino per una parte della villa ritenuta in eccesso rispetto alle cubature autorizzate. Non un dettaglio, ma una questione strutturale. Perché in Sardegna il paesaggio non è solo uno sfondo da Instagram, ma un bene tutelato, regolato e sorvegliato con attenzione. Come se non bastasse, è entrata in scena la Guardia forestale.

Secondo gli accertamenti la villa sorgerebbe in un’area classificata a rischio idrogeologico e di frana ad alta pericolosità. Un dettaglio non secondario, soprattutto in un territorio fragile come quello sardo. La forestale ha parlato chiaro: l’edificio sarebbe stato realizzato senza autorizzazione preventiva dell’Ispettorato forestale e in assenza di uno studio geologico.

Il processo a Gianluca Vacchi: dal glamour all’aula di tribunale

Questa mattina, durante l’udienza predibattimentale, il giudice del tribunale di Tempio Pausania, Federica Lunari, ha ritenuto che ci siano elementi per andare a giudizio. Il processo prenderà il via il 13 marzo. Sul banco degli imputati non solo Gianluca Vacchi, ma anche il direttore dei lavori e il costruttore. Le accuse, formulate in concorso, sono di abuso edilizio e paesaggistico. Per il direttore dei lavori si aggiunge anche quella di false attestazioni.

Le difese respingono ogni addebito e sostengono la piena regolarità di quanto realizzato. Sarà il tribunale a stabilire se quella villa sia solo un capolavoro di lusso o anche un monumento agli eccessi. La vicenda riporta al centro una questione antica e sempre attuale: fino a dove può spingersi il lusso senza travolgere le regole? In territori come la Costa Smeralda, dove il confine tra valorizzazione e violazione è sottile, anche le ville dei sogni possono trasformarsi in casi giudiziari.

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