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Caso Genini, al via le ricerche della testa: la perquisizione nelle proprietà di Dolci

Dopo la profanazione della tomba, iniziano le ricerche della testa di Pamela Genini. La perquisizione si concentrerà nelle proprietà dell'indagato Francesco Dolci, ex e amico della ragazza

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Proseguono le indagini per scoprire la verità sul macabro ritrovamento del corpo mutilato diPamela Genini.La 29enne uccisa a Milano dall’ex compagnoGianluca Soncinnon ha trovato pace nemmeno dopo la morte. Sepolta nel cimitero diStrozza, la sua tomba è stata profanata e il suo cadavere vilipeso. A risultare attualmente indagato a piede libero l’ex e amico della vittima,Francesco Dolciche si è detto estraneo al furto della testa.

Tuttavia, proprio nelle aree rurali delle sue proprietà aSant’Omobono Terme(Bg) è iniziata la ricerca. In azione, oltre ai carabinieri di Bergamo,unità cinofile diFirenze, che operano grazie a un decreto di perquisizione emesso dallaProcura di Bergamo, che coordina le indagini.


Le aree selezionate per la perlustrazione

L’operazione inizia dopo quella già effettuata nellecase dell’imprenditore e dei suoi genitoriil6 maggio,al termine di una giornata che Dolci aveva trascorso in caserma. Ora nel mirino ci saranno zone estese della provincia che richiedono diversi giorni di lavoro.

La selezione è avvenuta in base alleinvestigazionidei carabinieri esenza la collaborazione dell’indagato. Questo infatti ha più volte ribadito di non essere il responsabile della profanazione. Nonostante le operazioni si preannuncino complesse per estensione territoriale e caratteristiche dei luoghi da ispezionare,non è esclusa la possibilità che si amplino anche ai terreni confinanti.

Caso Genini: le risorse utilizzate

Se nelle abitazioni i resti della 29enne non sono stati trovati, ora l’auspicio degli inquirenti è di poterli rintracciare grazie al fiuto delleunità cinofile specializzateprovenienti dal centro carabinieri cinofili di Firenze. Verranno adoperati i caniClaus, un pastore tedesco belga malinois, eHula, pastore tedesco, specializzati nella ricerca di resti umani e parti anatomiche in contesti ambientali difficili.

Il lavoro prosegue senza sosta. La speranza non è solo quella di incastrare il responsabile di un gesto tanto orrido ma anche quella di dare a Pamela la pace che merita.

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