Le gemelle Cappa, insieme alla madre, Maria Rosa Poggi, hanno chiesto di accedere agli atti dell’inchiesta su Andrea Sempioal Tribunale di Pavia. Negli ultimi mesi la cronaca nera è tornata monopolio del caso Garlasco dopo che le intercettazioni di Sempio sono state rese note. Così le cugine e la zia (paterna) di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007, hanno presentato una richiesta di accesso gli atti perrecuperare verbali, consulenze e accertamenti che sono già a disposizione dei legali dell’indagato, della famiglia Poggi e dei difensori si Alberto Stasi (condannato per l’omicidio).
Non solo, secondo quanto riportaRepubblica, gli avvocati delle gemelle Cappa avrebbero ottenuto dal Comando provinciale di Milano lecopie forensi dei dispositivi sequestrati nel corso della nuova inchiesta. Prima che la Procura di Pavia indicasse Andrea Sempio come unico sospettato,entrambe le cugine della vittima erano state riascoltate dagli inquirenti. Una decisione che ha fatto vociferare molto su di loro. A causa di queste insinuazioni, nel corso dei mesi le sorelle hanno intrapreso varie azioni legali.
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L’avvocato Antonio Marino ha sottolineato che quest’ultima richiesta sarebbe “un’operazione per ristabilire la verità in piena coerenza con le denunce già presentate”. Il quotidiano infatti riporta che si tratterebbe dipiù di 80 denunce tra quelle presentate tra la Procura di Milano e quelle pervenute a Roma. Oltre agli esposti ai consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti di Lazio e Lombardia.
Già nel 2025, quando la Procura di Pavia ha riaperto le indagini, gli inquirenti avevano definitole dichiarazioni dell’epoca delle cugine e degli zii di Chiara Poggi “risultate spesso lacunose e contraddittorie nel merito”. Alimentando ancora le voci, soprattutto su Stefania Cappa. I carabinieri del Nucleo investigativo volevano far luce sugli elementi emersi in seguito e sulle dichiarazioni di Demontis Muschitta Marco, il tecnico che il 27 settembre 2007 aveva testimoniato sostenendo che Stefania Cappa stesse in bici fuori dalla villetta di Garlasco in un orario compatibile con quello del delitto. Una testimonianza ritenuta inverosimile e definitivamente messa da parte.
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