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Riviera a Gaza, la rabbia di Boeri: “Il Bosco Verticale nel piano? Un paradosso”

L'architetto ha espresso tutta la sua contrarietà al piano riportato dal Washington Post, ricordando come questo prefiguri un "futuro inaccettabile e perverso", oltre a rappresentare "un'orrenda e violenta proiezione che presuppone la deportazione e la diaspora forzata di migliaia di famiglie, già oggi esposte ad una continua minaccia di morte"

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Il Bosco Verticale diStefano Boeriè finito nel progetto americano post-bellico su Gaza come una delle opere che avrebbero ispirato ilpiano diricostruzione della Striscia di Gazaa seguito della fine della guerra. Una decisione presa senza considerare l’autore dell’opera di Milano, il quale si è trovato a vivere una situazione controversa e anche piuttosto dolorosa.

Contattato da Ansa, l’architetto ha preso immediatamente le distanze da quanto accaduto, sottolineando le enormi differenze esistenti sui valori che hanno dato vita alla sua opera e quelli che invece si trovano alla base del progetto su Gaza. L’architetto ha espresso tutta la sua contrarietà al piano riportato dalWashington Post, ricordando come questo prefiguri un “futuro inaccettabile e perverso“, oltre a rappresentare “un’orrenda e violenta proiezioneche presuppone la deportazione e la diaspora forzata di migliaia di famiglie, già oggi esposte ad una continua minaccia di morte“.

Il progetto, infatti, dovrebbe prendere vita a seguito dell’operazione israeliana per la “liberazione” della Striscia di Gaza che, potenzialmente, potrebbe anche prevederel’allontanamento dei residenti e il loro trasferimento in altre Nazioni. Un piano fortemente osteggiato da diverse comunità internazionali che temono per il futuro del popolo palestinese, in particolare quello che ad oggi risulta presente nelle martoriata Striscia.

Boeri: “La presenza del Bosco Verticale nel piano per la Striscia di Gaza è un paradosso”

Quella di Boeri, dunque, suona come una condanna durissima che si aggiunge al rammarico per l’allineamento del suo progetto, che ha permesso la costruzione di due torri di 110 e 76 metri a Milano, con una riviera immaginaria che sorge su un territorio devastato dalla guerra. “Vivo come un cupo paradosso che tra le sue ispirazioni ci sia anche un’immagine del Bosco Verticale di Milano“, ha spiegato Boeri, evidenziando come alla base della sua opera vi sia la promozione dell’armonia tra la natura e l’edilizia, così come il tentativo di coinvolgere e mai escludere.

Concetti diametralmente opposti a quelli del piano americano, che sembrano stridere con la presenza del bosco verticale all’interno della ricostruzione digitale della nuova Striscia di Gaza.Una città scintillante che nasconderebbe, però, sotto di sé una storia brutale di distruzione, morte e dolore.

Ad aumentare la distanza tra i due progetti vi è anche la consapevolezza delruolo che la Triennale, organizzazione di cui Boeri è presidente, vuole svolgerenella ricostruzione dell’Ucraina, altro territorio devastato dalla guerra. Questa, insieme al MAXXI, è stata coinvolta dal governo nella riflessione della ricostruzione del territorio ucraino e potrebbe prendere parte allarinascita di Odessa. Boeri e Giuli nel 2023 si sono infatti recati nella città ucraina per una ricognizione sui siti da ricostruire dopo i bombardamenti russi.

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