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Garlasco, Stasi prepara la revisione: ‘Stiamo lavorando all’istanza’

Dopo l’affidamento in prova ai servizi sociali, Alberto Stasi, condannato a 16 anni per il delitto di Garlasco, conferma l’intenzione di chiedere la revisione della condanna

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Stiamo preparando la revisione“. È uno dei passaggi emersi durante le dichiarazioni rese daAlberto Stasiai giudici delTribunale di Sorveglianza di Milanoil 12 giugno scorso, nell’ambito dell’udienza che ha poi portato alla concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali.

L’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a16 anni di reclusioneper il delitto di Garlasco, ha fatto riferimento al lavoro in corso dei suoi legali,Giada BocellarieAntonio De Rensis, che stanno preparando un’istanza di revisione della sentenza. Al momento non sono state indicate tempistiche precise per il deposito della richiesta.

Dagli atti emerge inoltre che Stasi non sarà tenuto a svolgere attività divolontariato, misura generalmente prevista per chi non ha risarcito le vittime. Il condannato, infatti, continua a versare regolarmente somme didenaroalla famiglia Poggi.

Garlasco: la richiesta di revisione della condanna

Nel frattempo la procuratrice generaleFrancesca Nannie l’avvocata generaleLucilla Tontodonatistanno esaminando il materiale raccolto dalla Procura di Pavia per valutare l’eventuale presenza di elementi nuovi e rilevanti che possano giustificare una richiesta direvisionedella sentenza definitiva. Non è ancora chiaro quando verrà assunta una decisione.

Il riferimento alla futura richiesta di revisione non ha avuto alcun peso nella decisione del Tribunale di Sorveglianza. I giudici hanno basato il provvedimento sulcomportamentotenuto da Stasi durante la detenzione nel carcere di Bollate, sullerelazioni positiveraccolte nel corso delpercorso rieducativoe sull’accettazione della condanna,pur continuando a dichiararsi innocente.

L’affidamento in prova

Solo pochi giorni fa infatti il Tribunale di Sorveglianza di Milano aveva accolto la richiesta diaffidamento in provaai servizi sociali, dopo il parere favorevole della Procura generale. Stasi, detenuto dal2015, era già in regime disemilibertàda oltre un anno e ora sconterà all’esterno gli ultimi circa due anni di pena.

L’affidamento in prova e l’eventuale revisione del processo restano peròdue percorsi distinti: il primo riguarda l’esecuzione della pena e il percorso trattamentale del detenuto, mentre il secondo punta a mettere in discussione la sentenza definitiva che lo ha condannato per l’omicidio di Chiara Poggi.

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