Garlasco, Stasi ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Garlasco. Potrà scontare gli ultimi due anni fuori dal carcere. Intanto resta aperto il fronte della possibile revisione del processo

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IlTribunale di Sorveglianza di Milanoha accolto la richiesta diaffidamento in prova ai servizi socialiperAlberto Stasi,condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio diChiara Poggi.L’ordinanza è stata depositata questa mattina, dopo che la Procura generale aveva espresso parere favorevole sulla base dellabuona condottatenuta dal detenuto e dellerelazioni positiveraccolte durante il percorso carcerario.

Si tratta dell’ultimo passaggio prima della pienalibertàper Stasi, che ha trascorsooltre dieci anniin carcere per il delitto di Garlasco. Da poco più di un anno si trovava già inregime di semilibertà,con l’obbligo di rientrare ogni sera nella casa di reclusione di Bollate. Ora potrà scontare all’esterno gli ultimi circadue annidi pena.

Dal carcere alla semilibertà

L’ex fidanzato di Chiara Poggi era detenuto dal2015, anno in cui la condanna è diventata definitiva. Negli ultimi anni aveva ottenutodiversi benefici penitenziari:dal 2023 svolgeva attività lavorativa esterna con mansioni amministrative e contabili per poi essere ammesso alla semilibertà.

Grazie alla liberazione anticipata maturata durante la detenzione, ilresiduo di pena è sceso sotto i quattro anni, requisito che ha consentito alla difesa di presentare l’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali.

La revisione del processo resta un capitolo separato

La concessione della misura alternativanon è legata all’eventuale richiesta di revisione del processoche i legali di Stasi hanno annunciato di voler presentare. Si tratta infatti di due percorsi distinti: l’affidamento in prova riguarda esclusivamente l’esecuzione della pena e il percorso rieducativo del condannato.

Garlasco: il caso che continua a far discutere

L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, in provincia di Pavia, restauno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni.Dopo un lungo iter processuale, conclusosi con la sentenza definitiva della Cassazione nel 2015, Alberto Stasi è stato riconosciutocolpevoleecondannatoa 16 anni di reclusione.

Negli ultimi mesi il caso è tornato al centro dell’attenzione mediatica per l’emersione di nuovi elementi investigativi e per gli approfondimenti sulla posizione diAndrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della vittima. Si tratta però diaccertamenti ancora oggetto di valutazioneda parte degli inquirenti e che, allo stato attuale, non modificano gli effetti della sentenza definitiva pronunciata nei confronti di Stasi.

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