Le sorelle gemelleStefania e Paola Cappahanno terminato la loro deposizione e hanno lasciato la caserma dei Carabinieri Montebello, a Milano, dove entrambe sono state sentite comepersone informate dei fatti nell’ambito dell’indagine sull’omicidio della loro cugina Chiara Poggi, per il quale è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzatoAlberto Stasi. L’audizione della prima è durata circa due ore mezza, leggermente di più di quella della seconda.
La ragione è da ricercarsi nelle voci specifiche, mai confermate, che avrebbero voluto in passato Stefania come protagonista dell’inchiesta suldelitto di Garlasco, pur non essendo mai stata indagata. Il nuovo filone d’indagine, aperto dalla Procura della Repubblica di Pavia, vede infattiAndrea Sempio come unico inquisitoper omicidio volontario. L’uomo sarà sentito domani, insieme aMarco Poggi, il fratello di Chiara.
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Caso Garlasco, le nuove ipotesi della Procura
Secondo la nuova ipotesi investigativa, ad uccidere Chiara Poggi non sarebbe stato Stasi, che sta finendo di espiare16 anni di carcere ed è attualmente in semilibertà, ma Sempio, ai tempi 19enne e amico del fratello della vittima. Le due fasi istruttorie di oggi e domani preludono probabilmente alla richiesta dirinvio a giudizioper l’uomo. Il movente ipotizzato sarebbe unrifiuto ad un approccioa cui quest’ultimo avrebbe reagitoinfierendo sulla giovane con un oggetto contundente con almeno 12 colpi al volto e alla testa.
All’epoca dei fatti Paola e Stefania Cappa avevano 23 anni e vivevano nello stesso contesto della famiglia Poggi. Le loro deposizioni dovrebbero servire per alcuni approfondimenti sulla vita di Chiara nei giorni prima del delitto e per capire,come aveva indicato Paola nel 2007 parlando di “pista passionale”, se fosse stata bersaglio di avances rifiutate.
La difesa di Stasi pronta a presentare istanza di revisione del processo
Quando avrà chiuso le nuove indagini, la Procura di Pavia potrebbe mettere a disposizione le carte, oltre che ovviamente ai legali di Sempio, anche della difesa di Stasi, la quale, al termine dello studio delle nuove risultante investigative,presenterà quasi certamente un’istanza di revisione alla Corte d’Appello di Brescia. Da parte sua, la Procura generale di Milano dovrà decidere se avanzare la medesima richiesta oppure far prevenire un parere scritto ai giudici bresciani, chiamati comunque a decidere sull’istanza di Stasi. L’ultimo grado sulla revisione sarà poi competenza dellaCassazione.
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