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Garlasco, la difesa di Sempio smonta le intercettazioni: “Quei file audio non sono comprensibili”

La difesa di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, prepara le contromosse dopo la chiusura delle indagini. Gli avvocati contestano intercettazioni, consulenze e ricostruzioni della Procura

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Io un valigino ce l’ho sempre pronto. Sono innocente, ma comunque io sono pronto”. È con queste parole, riferite dalla sua legale Angela Taccia durante la trasmissione televisiva Quarto Grado, cheAndrea Sempio affronta il momento più delicato della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Il 38enne, oggi unico indagato per l’omicidio diChiara Poggi,uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia in via Pascoli, si prepara a una battaglia giudiziaria che si annuncia lunga e complessa.  

Dopo la chiusura delle indagini coordinate dalla Procura di Pavia e condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano,il team difensivo di Sempio ha avviato una serie di controconsulenze tecnichecon l’obiettivo di smontare, punto per punto, il quadro accusatorio costruito dagli inquirenti. Accanto all’avvocata Taccia opera anche il penalista Liborio Cataliotti, mentre il primo passo della strategia è stato sottoporre l’indagato a una serie di esami psicologici e comportamentali a Roma, per delinearne il profilo personologico.  

Le intercettazioni ambientali di Sempio

Il nodo centrale resta però quello delle intercettazioni ambientali.Secondo la Procura,alcuni file audio registrati nell’auto di Sempio conterrebbero frasi compatibili con una sorta di confessione implicita.La difesa respinge con forza questa interpretazione. “Il nostro consulente sta cercando di ripulire l’audio dei soliloqui di Andrea”, spiega Cataliotti, sostenendo che idialoghi sarebbero coperti da rumori di fondotali da renderli ben poco intellegibili e comprensibili.  

Tra le registrazioni finite al centro dell’inchiesta vi sonoalcuni monologhi attribuiti a Sempio. In uno di questi, datato 14 aprile 2025,l’uomo parlerebbe delle chiamate effettuate a Chiara Poggie dei video intimi della ragazza insieme all’allora fidanzatoAlberto Stasi.Gli investigatori ritengono che nei dialoghi vi siano riferimenti anche a una chiavetta Usb.  

Un’altra intercettazione, registrata il 12 maggio 2025, viene considerata ancora più delicata dagli inquirenti. Secondo la Procura, quandoSempioafferma “Quando sono andato io… il sangue c’era”, starebbe facendo riferimento alla mattina del delitto e alla scena del crimine nella casa deiPoggi.  

L’alibi dello scontrino

La difesa contesta però anche un altro elemento ritenuto cruciale dagli investigatori: ilticket del parcheggio di Vigevano, presentato in passato come alibi di Sempio.Per la Procura, quel tagliando non sarebbe stato utilizzato dal 38enne ma dalla madre. Gli inquirenti fondano questa convinzione anche su un’intercettazione nella quale il padre dell’indagato attribuirebbe proprio alla moglie l’emissione del ticket.

Gli avvocatiTaccia e Cataliotti parlano invece di una conversazione ironica, interpretata erroneamente dagli investigatori.Sostengono che non ci sia nessun passaggio in cui si evince chiaramente che lo scontrino sia stato fatto dalla madre. Nel frattempo, Sempio continua a proclamarsi innocente. “Non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi”, ha dichiarato pubblicamente, prendendo le distanze dalle ipotesi formulate dalla Procura di Pavia, comprese quelle relative a un presunto interesse nei confronti della vittima.

Sul fronte investigativo resta centrale anche il lavoro degli esperti genetisti. Il consulenteUgo Ricci,autore insieme al genetista tedesco Lutz Roewer della consulenza che ha contribuito alla riapertura del caso grazie al Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi,invita però alla cautela. “Con quel Dna non si sarebbe messo in galera nessuno”,spiega Ricci, sottolineando i limiti della traccia genetica. Ma aggiunge anche che il quadro investigativo sarebbe «ampio e inquietante» e che «verrà fuori altro».  

A quasi vent’anni dall’omicidio di Garlasco, il caso continua dunque a dividere investigatori, esperti e opinione pubblica.La nuova fase dell’inchiesta si giocherà ora sul terreno delle perizie tecniche,delle intercettazioni e delle consulenze scientifiche, mentre Andrea Sempio si prepara a difendersi da accuse che potrebbero riscrivere definitivamente una delle vicende giudiziarie più controverse della cronaca italiana.

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