A quasi vent’anni dall’omicidio diChiara Poggi, ilcaso di Garlasco continua ad arricchirsi di nuovi elementi investigativi che chiamano in causa Andrea Sempio.Si tratterebbe di appunti personali, frasi annotate su agende private e intercettazioni ambientali raccolte dagli investigatori, considerate dalla procura tasselli potenzialmente decisivi per ricostruire il movente e il comportamento dell’indagato.
Secondo quanto emerge dagli atti, gli investigatori avrebbero acquisito alcune agende personali scritte tra il 2019 e il 2021. In quelle pagine compaionoriferimenti a “cose brutte” commesse in passato,stati d’ansia e frasi dal tono oscuro che, secondo gli inquirenti, potrebbero avere un collegamento con il delitto avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.
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Gli appunti sull’agenda di Sempio
Tra le annotazioni ritenute più significative compare la frase: “Ho commesso cose brutte”, accompagnata dal riferimento a una madre in panico per lui.In altri passaggi, l’autore descrive una vita tormentata, fatta di isolamento, rabbia e sofferenza psicologica. Gli investigatori ritengono che questi scritti mostrino un profilo emotivo compatibile con una persona che avrebbe custodito per anni un segreto devastante.
La nuova inchiesta si fonda però soprattutto su elementi tecnici e investigativi già al centro del dibattito pubblico: ilpresunto Dna attribuito a Sempio trovato sotto le unghie della vittima,un’impronta che sarebbe stata individuata vicino alla scala dove fu rinvenuto il corpo e alcune intercettazioni ambientali registrate all’interno della sua automobile.
Proprio nei dialoghi captati dagli investigatori emergerebberofrasi considerate particolarmente compromettenti.In un passaggio, l’uomo si domanda: “Che cosa hanno trovato?” aggiungendo poi: “Le ho bruciate tutte… Andiamo a processo”. In un altro monologo, farebberiferimento alla scena del crimineparlando del sangue presente sul pavimento e dei movimenti compiuti all’interno della casa.
L’osessione nei confronti di Chiara Poggi
Nelle carte dell’indagine compaiono ancheriferimenti ossessivi a un presunto video intimo riguardante Chiara Poggi e il suo allora fidanzato Alberto Stasi,già condannato in via definitiva per l’omicidio. Secondo l’ipotesi investigativa, quel materiale avrebbe alimentato frustrazione e rancore nei confronti della vittima, fino a trasformarsi in un movente. In alcune intercettazioni Sempio avrebbe pronunciato espressioni offensive rivolte alla ragazza dopo un presunto rifiuto subito da parte sua.
Restano però molti punti da chiarire.La difesa dell’indagato respinge ogni accusae continua a sostenere l’estraneità di Sempio ai fatti. Lo stesso trentottenne, intervistato in televisione, ha dichiarato di non aver mai commesso un delitto tanto atroce, esprimendo vicinanza alla famiglia Poggi.
Il caso di Garlasco, uno dei più controversi della cronaca nera italiana degli ultimi decenni, torna così adaprire interrogativi profondisulla ricostruzione giudiziaria definitiva e sulla possibilità che nuovi elementi possano modificare il quadro processuale consolidato negli anni.
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