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Garlasco, Alberto Stasi lascia il carcere dopo 10 anni: ottiene affidamento in prova

Dopo 10 anni di detenzione e il regime di semilibertà, Alberto Stasi ottiene l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare il residuo della pena per l’omicidio di Chiara Poggi

3 Min di lettura

Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, lascia il carceree potrà scontare la parte residua della pena in affidamento in prova ai servizi sociali. La decisione è stata assunta dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto la richiesta avanzata dai difensori dell’ex fidanzato della vittima, già detenuto in regime di semilibertà nel carcere di Bollate.

La notizia, anticipata dal Tg La7, è stata confermata successivamente. Il provvedimento arriva dopo il parere favorevole espresso dallaProcura generale di Milano, che ha valutato positivamente la condotta tenuta da Stasidurante gli anni di detenzione e le relazioni redatte dall’équipe trattamentale dell’istituto penitenziario.

La condanna su Alberto Stasi

L’ex fidanzato di Chiara Poggi era detenuto dal 2015,anno in cui la condanna per il delitto di Garlasco è diventata definitiva. Negli ultimi anni aveva già ottenuto importanti benefici penitenziari: dal 2023 svolgeva attività lavorativa esterna con mansioni amministrative e contabili e successivamente era stato ammesso al regime di semilibertà, rientrando in carcere nelle ore serali.

Secondo quanto emerso dall’udienza, celebrata nel pomeriggio a porte chiuse, il sostitutoprocuratore generale Valeria Marino ha espresso parere favorevole alla concessione della misura alternativa,sottolineando la buona condotta del detenuto e il percorso di reinserimento intrapreso. I giudici del Tribunale di Sorveglianza si sono riservati il deposito formale dell’ordinanza, atteso entro cinque giorni, ma la decisione favorevole è ormai definita.

La scarcerazione di Alberto Stasi non è collegata alla revisione processuale

Con la liberazione anticipata maturata nel corso degli anni, ilresiduo di pena è sceso sotto la soglia dei quattro anni,requisito che ha consentito alla difesa di presentare l’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali. Laconcessione della misura alternativa non è collegata all’eventuale richiesta di revisionedel processo che i legali di Stasi hanno annunciato di voler presentare. Si tratta infatti di un procedimento autonomo, legato esclusivamente all’esecuzione della pena e al percorso trattamentale seguito dal condannato.

Il caso Garlasco continua a suscitare grande attenzione nell’opinione pubblica.L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco,in provincia di Pavia, ha rappresentato uno dei più complessi e discussi casi giudiziari italiani degli ultimi decenni. Dopo un lungo iter processuale, culminato con la sentenza definitiva della Corte di Cassazionenel 2015, Alberto Stasi è stato riconosciuto colpevole e condannato a 16 anni di reclusione.Negli ultimi mesi, sono emersi nuovi elementi che potrebbero rimettere in discussione tutta la sentenza.

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