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Friuli, famiglia scomparsa da due settimane. L’appello del padre: “Tornate, tutto si risolve”

Continuano le ricerche in Friuli per Sonia e i suoi due figli minorenni, scomparsi da oltre due settimane. Allertate anche le autorità slovene

3 Min di lettura

Oltre cento uomini, droni, elicotteri e cani molecolari stannosetacciando i boschi del Friuli-Venezia Giulia alla ricerca di Sonia Bottacchiari, 49 anni, e dei suoi due figli di 16 e 14 anni.La famiglia, originaria di Castell’Arquato (Piacenza), è svanita nel nulla dal 20 aprile scorso, giorno in cui era partita per quella che doveva essere una vacanza in campeggio.

Le ultime tracce della famiglia risalgono alla sera della partenza. Alle 23:30 del 20 aprile, la figlia sedicenne ha inviato un messaggio al nonno materno: “Tutto bene, siamo arrivati“.Da quel momento, i telefoni di Sonia e dei due ragazzi sono risultati spenti.

Il ritrovamento dell’auto

 Il mistero si è infittito il 6 maggio, quandol’auto della donna è stata rinvenuta in un parcheggio a Tarcento,in provincia di Udine. Nonostante avessero indicato un camping a Gemona come meta, i tre non vi sono mai arrivati e non avevano nemmeno effettuato una prenotazione. 

La Procura di Piacenza ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori dopo la denuncia di Yuri Groppi, ex marito della donna e padre dei ragazzi. Groppi, attualmente in Friuli per seguire le ricerche,ipotizza il coinvolgimento di una terza persona.

Secondo l’uomo, ifigli avevano menzionato una precedente vacanza in zona trascorsa con un istruttore di arrampicata. Emergono inoltre dettagli su acquisti insoliti effettuati prima della partenza: Equipaggiamento di sopravvivenza: radioline, filo da pesca e sale per attirare animali selvatici. 

Il quadro familiare

La donna si era recentemente licenziata e aveva abbracciato la fede buddista.  Un’ipotesi al vaglio è che la sedicenne, spaventata dai conflitti bellici internazionali,cercasse rifugio nei boschi. L’ultima ad averla sentita è stata una compagna di classe.Il raggio delle operazioni è stato esteso a 20 chilometri dal luogo del ritrovamento dell’auto. Le autorità hannoallertato anche la Slovenia,data la vicinanza del confine con i sentieri impervi della zona.

Strazianti gli appelli dei familiari.Il nonno Riccardo, che viveva con loro, ha dichiarato: “Basta parlarne e si può risolvere. Tornate a casa sani e salvi“. Gli fa eco Yuri Groppi: “Se avete fatto una cosa fuori dalla vostra portata, non succede niente di grave. L’importante è che vi facciate sentire“.  Al momento, nonostante l’impiego massiccio di forze tra Carabinieri, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e Protezione Civile, non è stata rinvenuta alcuna traccia certa della famiglia e dei loro quattro cani.

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