“Che bassa autostima deve avere sta tizia, con quel panzone smidollato“, è solo uno dei tanti commenti cattivi che Francesca Verdini ha ricevuto sotto il suo post pubblicato mentre è con il suo compagno, il vicepremier Matteo Salvini.
Oltre a offese legate all’aspetto fisico, ci sono poi quelle legate alla differenza d’età, dato che lui ha 52 anni, mentre lei 33. Tantissimi insulti da parte di haters che non riescono a capire come i due riescano a stare insieme e che in queste opre stanno commentando negativamente il post pubblicato dalla giornalista.
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Ben presto Verdini ha pubblicato una story, dove ha espresso il proprio shock davanti a tali commenti offensivi.
Ha scritto: “Mi dicono sempre di ignorare, di non rispondere. E hanno sicuramente ragione. Ma a volte mi metto a leggere e mi perdo dietro a tanto orrore. Non mi abituerò mai a leggere certe cose. Resto sempre allibita. Per la rabbia, per la volgarità, per il niente che c’è dietro a tanto odio. E mi chiedo: davvero mi devo abituare? Davvero dobbiamo solo fingere che non succeda? Boh”.
Francesca Verdini reputa che la gente sia cattiva e non riesce a capire come mai si debba arrivare a commentare su un profilo altrui per esprimere la propria cattiveria.
I messaggi di solidarietà a Francesca Verdini
Ma ben presto la compagna di Salvini è stata inondata di affetto da chi, invece, l’apprezza e ritiene che quei commenti siano stati troppo offensivi.
“Sono stata travolta da un affetto incredibile. Sento il bisogno di ringraziare e di scusarmi se ho dato l’impressione di essere turbata o ferita, non era mia intenzione far preoccupare nessuno. Mi dispiace se ho fatto star male chi mi vuole bene, sono sinceramente serena. A volte può capitare di lasciarsi catturare dalle cose sbagliate ma il mio intento era, più di tutto, quello di condividere una riflessione, chiedere se esista qualcosa che possiamo fare, concretamente, per contrastare questa violenza o se dobbiamo solo restare a guardare”, ha quindi scritto.
E quindi poi ha concluso: “Aver condiviso la riflessione mi fa aggiungere che il numero di persone che riconosce l’esistenza di questo problema, che capisce l’orrore di certi atteggiamenti, è molto più altro di quanto potessi immaginare, è una consapevolezza davvero incoraggiante”.
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