Francesca Brambilla, la famosa Bona Sorte di Avanti un altro, ha raccontato di aver subito violenza psicologica dal compagno con cui stava da tre anni e con cui ha due bambine. Dopo anni vissuti nella paura e nell’ossessione da parte dell’uomo, la modella ha deciso di denunciarlo. Ha capito che doveva farlo per il bene delle sue figlie che hanno 2 anni, Amaya, e 9 mesi, Guadalupe.
Al Corriere della Sera ha raccontato che gli episodi di violenza psicologica (mai diventata fisica) sono iniziati sin da subito, a causa anche della forte gelosia che aveva lui (spesso immotivata). Ma successivamente sono aumentati tanto che lei non aveva più possibilità di frequentare amici o colleghi. Fin quando poi è arrivato un episodio che l’ha fatta temere per l’incolumità delle bambine ed ha così deciso di dire basta. Le vicenda raccontate sono appena successe: il 6 gennaio scorso Francesca Brambilla ha denunciato, sebbene i carabinieri siano subito intervenuti, lei sa bene che questa storia non è del tutto finita, anche perché ha scelto di non andare in una casa protetta.
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Francesca Brambilla: “La situazione è sempre stata delicata e non avevo il coraggio di denunciare”
Al Corriere della Sera ha rivelato: “Ci siamo conosciuti tre anni fa. La situazione è sempre stata delicata e non avevo il coraggio di denunciare. Le violenze psicologiche ci sono sempre state, praticamente da subito. Mentre ero incinta di Amaya, che ha due anni (la più piccola è Guadalupe che ha nove mesi), ho vissuto un periodo terribile, in cui mi ha anche lasciato; spariva per settimane. E io dovevo essere a sua completa disposizione”.
C’è stato poi un episodio, lo scorso 6 gennaio, che le ha fatto dire basta: “Martedì (6 gennaio, ndr) nella notte mi ha rubato il passaporto di Guadalupe, insinuando che volessi partire con le bambine per una fuga d’amore. Parole sempre dettate dalla sua ossessione e mania di controllo. È uscito di casa dicendo di andare al lavoro, portandosi dietro i suoi effetti più cari che teneva in casa, forse temendo che potessi accorgermi del furto del passaporto e non permettergli più di entrare in casa mia”.
Poi la paura: “Nonostante lo avessi avvisato di non tornare, è tornato e mi ha minacciato: mi avrebbe ridato il passaporto se io lo facevo entrare a prendere le sue cose. Era nel giardino e ha forzato la finestra del salotto spaccando pure la saracinesca. Tutto questo è accaduto alla presenza della bimba più grande che lo fissava e piangeva impaurita. Ho chiamato i carabinieri e, grazie al loro intervento, sono riuscita a consegnargli i suoi effetti personali e a mandarlo via di casa. Così, il giorno dopo, mi sono decisa a denunciarlo per tutelare me e soprattutto le bambine che non meritano di assistere a queste liti”.
Francesca Brambilla lancia così un invito a tutte le donne che stanno vivendo la sua stessa situazione: “Le tante, troppe, storie finite in femminicidio devono insegnarci a dire basta, a denunciare. Per sopravvivere”.
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