La Valle Aurina, in Alto Adige, resta isolata dopo la violenta colata detritica che nella notte ha investito la zona di Gisse, tra Lutago e San Giovanni. L’ondata di fango e detriti, innescata dalle intense precipitazioni che hanno interessato l’area, ha reso impraticabile la strada provinciale, interrompendo i collegamenti con la parte alta della valle. Le operazioni di sgombero e di messa in sicurezza proseguono senza interruzioni, con numerosi escavatori e mezzi pesanti impegnati nella rimozione del materiale franoso per consentire il ripristino della viabilità nel più breve tempo possibile.
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità locali, non si registrano feriti, ma l’emergenza ha reso necessaria l’evacuazione precauzionale di un albergo e di tre abitazioni, coinvolgendo complessivamente circa 120 persone. Una cinquantina di evacuati è stata accolta nella sala polifunzionale di Lutago, dove riceve assistenza continua grazie all’intervento della Croce Bianca, dei Vigili del Fuoco Volontari, degli psicologi dell’emergenza e di un medico d’urgenza. Intanto, gli ospiti dell’hotel evacuato hanno potuto fare rientro nella struttura, mentre restano ospitate a Lutago le persone impossibilitate a raggiungere la parte alta della valle a causa della chiusura della strada.
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I soccorsi e la viabilità in Alto Adige
Sul luogo della frana in Alto Adige è in corso una vasta operazione coordinata che coinvolge i Vigili del Fuoco Volontari di San Giovanni, Lutago, Cadipietra, Campo Tures, Molini di Tures, Riobianco e Predoi. A supporto delle squadre operative vengono utilizzati droni, torri faro, autoscale e potenti mezzi movimento terra, indispensabili per monitorare costantemente l’area e rimuovere le ingenti quantità di fango e detriti. Sono stati attivati il Centro operativo comunale della Valle Aurina e il Centro operativo distrettuale, con il supporto del Soccorso Alpino, della Croce Bianca, dei Carabinieri e della Direzione sanitaria dei soccorsi.
Le conseguenze della frana incidono sulla mobilità dell’intera valle. Infatti, gli autobus di linea possono raggiungere soltanto Campo Tures, mentre il tratto successivo rimane chiuso fino al completamento delle verifiche di sicurezza. Inoltre, restano interdetti i sentieri escursionistici nella zona del Rio Rosso, considerata ancora a rischio. Le autorità mantengono un cauto ottimismo sulla possibilità di riaprire la strada provinciale nel corso della giornata, ma la decisione sarà subordinata all’esito dei controlli tecnici e alla stabilità del versante in Alto Adige interessato dalla frana.
Il maltempo: rischio di nuovi temporali
L’origine della colata detritica è legata alle eccezionali precipitazioni che hanno colpito la Valle Aurina nelle ultime ore. Secondo l’analisi radar illustrata dall’esperto Dieter Peterlin, sul territorio interessato dal temporale sono caduti localmente oltre 50 millimetri di pioggia in poco tempo, una quantità sufficiente a provocare il distacco di enormi masse di detriti dal versante montano nell’area della Malga Daimer. Il materiale ha raggiunto il Rio Rosso e successivamente il torrente Aurino, causandone anche un temporaneo sbarramento e aggravando ulteriormente la situazione.
Attualmente, quindi, l’attenzione è focalizzata sull’evoluzione delle condizioni meteorologiche. Per la giornata odierna è previsto un cambio delle masse d’aria che potrebbe favorire la formazione di nuovi temporali localmente intensi. Uno scenario che impone la massima prudenza sia ai soccorritori impegnati nelle operazioni di ripristino sia ai residenti e ai turisti presenti nella zona in Alto Adige. Le autorità invitano la popolazione a evitare gli spostamenti non necessarinelle aree interessate dall’emergenza e a seguire costantemente gli aggiornamenti ufficiali.
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