Per preservare una delle opere barocche più importanti della città di Roma, dal 7 gennaio la Fontana di Trevi sarà visitabile per i turisti al costo di 2 euro. I proventi dei biglietti saranno destinati al miglioramento dei servizi turistici. Per i romani il biglietto resterà gratuito.
Fontana di Trevi, il boom di turisti
Roma città aperta, è il titolo di un film del 1945, e a leggere i dati sul turismo il parallelismo è calzante. Si stima che le visite nella Capitale nel 2025 siano state oltre 40 milioni: tra questi solo nei primi sei mesi del 2025 la fontana più famosa al mondo ha registrato oltre 5 milioni e 300mila visitatori. Un numero spropositato che ha portato il Comune di Roma, già da circa un anno, ad attuare un deflusso contingentato dei visitatori con un tetto massimo di 400 persone che possono sostare intorno all’area della fontana.
Leggi Anche
Ma non basta. L’assessore al Turismo e grandi eventi, Alessandro Onorato, congiuntamente con l’amministrazione comunale, ha confermato che dal 7 gennaio l’accesso all’area sarà a pagamento per i turisti al costo di 2 euro, ma che resterà gratuito per i cittadini romani. Saranno previste due corsie di accesso: una per i turisti paganti e una per i residenti romani a titolo gratuito. Il pagamento sarà effettuabile anche tramite la carta di credito e le risorse derivanti dall’acquisto del ticket saranno reinvestite e destinate al miglioramento dell’offerta e dei servizi turistici. Si parla di un guadagno di circa 20 milioni, come riportato dal Corriere della Sera.
Fontana di Trevi: l’opposizione del Codacons
Il Codacons si è espresso in maniera contrastante sulla decisione del Comune di Roma: “Siamo da sempre contrari alla monetizzazione di monumenti, piazze e siti di interesse storico e culturale”. L’associazione che tutela i consumatori crede che imporre biglietti a pagamento sia un danno per i turisti, che hanno il diritto di godere delle bellezze della Capitale in maniera gratuita.
Il Codacons spiega che la soluzione è limitare il turismo di massa e il sovraffollamento, che crea disagi e degrado nella città, attraverso ingressi contingentati alla Fontana di Trevi, così da permettere ai tanti visitatori di godere in maniera più rilassata l’area, ma ribadisce il no al ticket per i turisti e critica sull’eventuale utilizzo dei profitti dai ticket: “Come nel caso della tassa di soggiorno, i soldi raccolti spesso non vengono utilizzati per migliorare i servizi all’utenza, ma solo per coprire buchi di bilancio”.
© Riproduzione riservata


