Flotilla, Ben Gvir: “Attivisti espulsi? Un errore, restino in galera”, i legali denunciano maltrattamenti

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E’ scontro tra titani sugli attivisti della Flotilla detenuti. Da un lato Israele che vorrebbe la loro carcerazione per mesi, dall’altro il team legale che ne difende le parti. “Pochissimi attivisti hanno firmato finora per la partenza immediata“, hanno spiegato intanto i legali della delegazione italiana che hanno preso voce in capitolo chiarendo quindi che rifiutando l’espulsione immediata come firmato invece dai quattro parlamentari già rientrati in Italia, gli attivisti restano in carcere.

Da legge israeliana, difatti, si prevede che la detenzioneper chi non firma è di 72 ore, i membri della Flottilla dovranno quindi attendere il provvedimento dell’autorità giudiziaria. In questo senso, si erge la voce in protesta del ministro dell’ultradestra israeliana Itamar Ben Gvir che si è fiondato addirittura contro il premier Benjamin Netanyahu per protestare contro gli attivisti in attesa di essere deportati nel loro Paese d’origine.

Penso che debbano essere tenuti qui per alcuni mesi in una prigione israeliana,in modo che si abituino all’odore dell’ala terroristica“, affonda con una certa verve in un video messaggio postato su X dicendo che il primo ministro israeliano starebbe commettendo un “errore” ad espellerli, “perché questo li spingerà a tornare ancora e ancora e ancora“.

Oltre470 attivisti sono stati trattenuti dalla Marina israeliana a bordo delle 42 imbarcazioniche componevano la Global Sumud Flotilla mercoledì sera, e il ministero degli Esteri ha fatto sapere che quattro sono già stati deportati, mentre i restanti sono in fase di espulsione.

Intanto, il Comitato Internazionale per la Rottura dell’Assedio su Gaza ha denunciato il ministro della Sicurezza nazionale, dopo la diffusione di un video che lo mostra mentre affronta alcuni attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti in acque internazionali e li definisce “terroristi”. In una nota diffusa via X, il comitato ha puntualizzato come “non sorprende che i criminali del genocidio mandino il loro ministro a pavoneggiarsi di fronte ad attivisti provenienti da 50 Paesi, circondato dalle sue guardie”.

E secondo quanto riportato dall’agenzia Anadolou, il comitato ha poi aggiunto che “la vera sorpresa è che, pur controllando l’immagine in quel momento,non siano riusciti a registrare più di 25 secondi senza che si sentisse il coro ‘Libertà per la Palestina’ intonato dai partecipanti”.

Secondo il comitato, i cori degli attivisti“hanno assordato Ben-Gvir” e dimostrato la stessa resilienza e determinazione già espressa durante il mese di navigazione verso Gaza. Lo slogan ribadito: “Libertà per la Palestina. Fermate il genocidio. Rompete l’assedio“. Giovedì le forze israeliane hanno intercettato la Global Sumud Flotilla in acque internazionali, sequestrando la maggior parte delle 44 imbarcazioni e arrestando oltre 450 attivisti provenienti da tutto il mondo.

Il team legale italiano della Flotilla non ha perso tempo anche per denunciare quelle che sarebbero state modalità considerate non civili utilizzate dalle autorità israeliane per detenere gli attivisti, facendoli rimanere “per ore senza né cibo né acqua, fino alla serata di ieri”, quando sono state abbordate le barche. Infatti, almeno da quanto riferiscono, sembra che oltre “il pacco di patatine dato a Greta e mostrato alle telecamere non è stato dato altro”. Mentre quanto ai presunti maltrattamenti subiti dagli attivisti, i legali sostengono che “alcuni abusi verbali li hanno subiti sicuramente.Ma anche fisici: dal bombardamento con gli idranti al fatto che siano stati fatti salire sulle navi con i fucili puntati“.

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