Firenze ricorda Lorena Isceri: questa sera il corteo per la 45enne uccisa

La manifestazione promossa dalla sindaca Sara Funaro partirà da via Panciatichi, dove la donna viveva: sarà un momento di raccoglimento e un nuovo appello alla prevenzione della violenza di genere

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Firenze si appresta a commemorare Lorena Isceri, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno Federico Vella, in un episodio che ha profondamente sconvolto la città. Questa sera, l’iniziativa “Insieme per Lorena Isceri” avrà luogo a partire dalle 21 in via Panciatichi, dove la donna viveva. L’evento è promosso dalla sindaca di Firenze, Sara Funaro. La scelta del luogo non sembra casuale. Proprio nei pressi della sua casa si sarebbe consumata, secondo gli investigatori, l’aggressione che ha portato alla morte di Lorena.

La manifestazione sarà un momento di raccoglimento e un’opportunità per riaffermare l’impegno contro la violenza sulle donne. Parteciperanno anche le sindache di Bergamo, Elena Carnevali, e di Perugia, Vittoria Ferdinandi, presenti a Firenze in occasione di un evento legato alla Festa dell’Unità nazionale che affronta le disuguaglianze. La sindaca Funaro invita tutta la cittadinanza a partecipare, portando fiori o candele in segno di rispetto e solidarietà.

Firenze ricorda Lorena: l'iniziativa della città
Firenze ricorda Lorena: l’iniziativa della città

L’iniziativa della città per Lorena: “Firenze non dimentica, continuerà a far sentire la propria voce per la vita di ogni donna“

“Ci ritroveremo in via Panciatichi, all’angolo con via Antognoli – ha scritto su Instagram nella tarda serata di ieri Sara Funaro -, per ricordare Lorena, insieme alle sindache, alle rappresentanti e ai rappresentanti delle istituzioni, alle associazioni e a tutta la cittadinanza”. L’iniziativa, ha sottolineato la prima cittadina, vuole essere soprattutto un abbraccio collettivo alla famiglia della vittima.

“Sarà un momento per stringerci, come comunità, attorno alla sua famiglia e condividere il dolore per una tragedia che riguarda tutte e tutti noi. Firenze non dimentica Lorena. E continuerà a fare sentire la propria voce per la libertà, la sicurezza e la vita di ogni donna”.

La morte di Lorena e l’appello del padre: “Chiedo a tutta la politica di essere unita”

Il dramma di Lorena ha riacceso ancora una volta il dibattito sulla violenza di genere e sulla necessità di intervenire prima che sia troppo tardi. “Il femminicidio di Lorena Isceri è una tragedia che ha scosso l’intera città – ha proseguito ancora Funaro -. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie, né accettare che vengano ridotte a una fatalità. Dobbiamo dirlo con forza e chiarezza: non è gelosia, non è passione, non è amore. L’ossessione, la pretesa di possesso e la violenza distruggono la vita delle donne”.

Nel dolore della famiglia si inserisce anche l’appello lanciato nelle scorse ore da Franco Isceri, padre di Lorena. In un video, rivolgendosi alle istituzioni e ai rappresentanti politici, ha chiesto che la morte della figlia diventi un punto di partenza per rafforzare la prevenzione e la tutela delle donne. “Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”.

L’appello è stato raccolto anche dalla politica nazionale. La premier Giorgia Meloni ha sottolineato: “Ogni donna uccisa è una sconfitta per tutti quanti, agiamo uniti per proteggerle”. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha invece ribadito l’impegno del suo partito sul tema del consenso: “Faremo la nostra parte ed insisteremo per una legge che chiarisca che senza consenso è sempre reato”.

Questa sera, dunque, Firenze si fermerà per Lorena. Una candela, un fiore, un momento di silenzio: gesti semplici attraverso i quali la città vuole trasformare il dolore in una presa di posizione collettiva. Non solo per ricordare una donna la cui vita è stata spezzata, ma per ribadire che la violenza e il possesso non possono essere confusi con l’amore.

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