A Firenze, “culla della civiltà”, l’arresto di un15enne originario della Tunisiafinito al carcere minorile, con l’accusa diarruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Già da mesi sotto la lente delle forze dell’ordine, il minore non è un profilo nuovo, e le foto di noti terroristi islamici rinvenute nel suo cellulare, così come le chat in cui si dichiara “pronto ad agire“, la ricerca di armi e le istruzioni da un suo referente sul tipo di luogo da scegliere per compiere l’attentato, sono solo ulteriori elementi che fanno parte di un identikit più ampio.
Fortunatamente, illavoro nazionale di intelligencee le informazioni fornite dalla Direzione centrale della polizia, con cui gli agenti di Firenze sono riusciti ad intercettare il giovane, ha evitato che il 15enne potesse avere il tempo di colpire. Il gip ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta della procuratrice dei minori, Roberta Pieri, considerando anche un recente passato del 15enne che lo vedeva già coinvolto nello stesso reato.
Leggi Anche
Il ragazzo, infatti, giunto in Italia da poco più di tre anni, già nel mese diottobre 2025 era stato segnalato e collocato in comunità. Loscorso 23 marzo gli era stata concessa la messa alla prova, con conseguente revoca della misura a cui era sottoposto, per poi quindi tornare libero. Una libertà, però, durata poco nella sua purezza, visto che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ragazzo avrebbe fin da subito riallacciato i rapporti con contatti del mondo islamico estremista utilizzando chat Telegram e TikTok.
In sostanza, fin dal giorno seguente alla revoca della sua precedente misura cautelare, il ragazzo si era procuratocellulare e una nuova sime attraverso profili social aveva nuovamente iniziato ad interagire con account social utilizzati a soggetti affiliati alDaesh, acronimo arabo del gruppo terroristico Isis. Una mossa azzardata che ha esposto il 15enne all’attenzione della Direzione centrale della polizia di prevenzione che ne ha segnalato le azioni sospette alla Digos di Firenze. Fino ad arrivare ad oggi, quando è arrivata la svolta sul caso con lanuova perquisizioneed è stato sequestrato il telefono del ragazzo.
Un’operazione andata a buon fine grazie alla cooperazione tra servizi, con il lavoro del Comitato di analisi strategica antiterrorismo con le agenzie Aise ed Aisi. Insomma, dall’attività di analisi svolta dagli investigatori dell’Antiterrorismo, è emerso il quadro completo del profilo del ragazzo, che si era dichiarato pronto ad agire appena ce ne fosse stata la necessità. Il gip ha così disposto il carcere, ritenendo che il minore sia “un soggetto pericoloso capace di commettere atti gravi, non avendo mutato le proprie pericolose convinzioni ideologiche” spiega la questura, e temendo che possa “compiere azioni di grave violenza in danno della collettività“.
© Riproduzione riservata












