“Quanto è crudele dover sprecare le ultime forze per una guerra?“. Le parole diAda, 44enne di Napoli affetta da Sla, scuotono come un terremoto le coscienze degli italiani. Il suoappello per il Fine Vitasconvolge e intimorisce e al contempo dimostra quanto poco si tengano in considerazione le sofferenze di coloro che non hanno possibilità di cura, che sanno di essere destinati ad un lento e doloroso declino.
A soli 44 anni, Adasi trova a vivere intrappolata nel suo stesso corpo. I suoi arti non rispondono più ai suoi comandi e ormai anche la voce non c’è più. A leggere le sue parole è sua sorella, pilastro e sostegno in questo dolore. “In meno di 8 mesi la malattia mi ha consumata. Con una violenza fulminea mi ha tolto le mani, le gambe, la parola“, racconta Ada in un messaggio che è rivolto in primis alle Istituzioni, affinché la legge sul Fine Vita diventi realtà al più presto.
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Ada infatti vuole avere la possibilità di poter scegliere come morire, dopo essere stata privata della scelta sul come vivere. “Voglio poter scegliere una vita dignitosa e una morte serena, vicino alla mia famiglia, nel mio Paese, quando la mia condizione diventerà definitivamente insopportabile“, ha dichiarato nel video, spiegando di essere pronta ad utilizzare tutte le sue forze per poter avere questo diritto. Eppure, Ada sottolinea quanto sia ingiusto dover dedicare parte della sua vita ad una battaglia che avrebbe potuto giò essere risolta.
Fine vita, l’appello di Ada per una morte dignitosa
“Politici, medici, giudici, guardatemi negli occhi: ogni attesa imposta è una tortura in più“, sostiene nel suo video, ricordando di aver ricevuto l’ennesimo diniego da parte della sua Asl di appartenenza alla sua richiesta di accesso al suicidio assistito. Ada ha quindi deciso di esporsi pubblicamente, di far conoscere la sua storia e il suo dolore per ricordare come queste scelte impattino la vita dei più fragili, dei più deboli, di coloro che sono stati privati di ogni scelta.
Ora, Ada è in attesa degli esiti delle nuove visite mediche, nella speranza di ottenere il via libera alla possibilità di scegliere una morte dignitosa. “La vita è una cosa meravigliosa finché la si può vivere e io l’ho fatto“, ha dichiarato nel video, sostenendo di aver provato gioie e dolori e di aver sempre lottato per gli ideali in cui credeva, compresa la libertà di scelta.
Fine vita, a che punto è il ddl?
Ada si è nuovamente rivolta alla sua Asl, coinvolgendo anche il tribunale per chiedere la possibilità di avere una morte serena, nel suo Paese e circondata dai suoi affetti.Dopo il diniego dell’azienda sanitaria, infatti,la donna ha dovuto presentare, tramite il collegio legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione ‘Luca Coscioni’,un ricorso d’urgenza al tribunale di Napoli, in quanto l’Asl non avrebbe dato seguito alle richieste. Nel corso dell’udienza è stata concordata una nuova valutazione delle condizioni della 44enne. Le visite sono state effettuate ed ora Ada è in attesa degli esiti.
Il suo video si inserisce in un contesto piuttosto particolare.L’iter di una legge nazionale sul Fine Vita è in pieno svolgimento ormai da mesi. Eppure, sembra difficoltoso trovare una quadra che ne permetta l’approvazione. Nell’Ufficio della Presidenza delle Commissioni Giustizia e Sanità del Senato, i parlamentari continuano a riflettere sul testo del ddl.
Gli emendamenti sono 140, tutti ammissibili, ma le discussioni sono lunghissime.Nel frattempo, coloro che chiedono una morte per scelta sono costretti ad emigrare all’estero, in Paesi che la permettono in tempi brevi. Intanto, nel prossimo futuro, il testo tornerà davanti alla Corte Costituzionale per l’ottava volta.
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