Ilaria Sula è stata uccisa 7 mesi fa dal suo ex fidanzato, Mark Samson, che non riusciva ad accettare la fine della loro relazione. Oggi, ha inizio il primo processo sul femminicidio, con il ragazzo come unico imputato. Nei suoi confronti, i pm, coordinati dall’aggiunto Giuseppe Cascini, contestano l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima e l’occultamento di cadavere. La Procura ha già chiesto il giudizio immediato nei suoi confronti.
Ilaria Sula, i genitori in Aula nel corso della prima udienza
In Aula sono presenti anche i genitori della vittima, che si sono presentati in Aula con indosso una maglietta con la foto della figlia e la scritta: “Giustizia per Ilaria“. Mark Samson sta invece seguendo il processo all’interno del gabbiotto dedicato ai detenuti. Per tutto il tempo ha tenuto la testa bassa e non ha mostrato alcun tipo di emozione, evitando sempre però lo sguardo dei genitori della giovane.
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“Vogliamo solo giustizia per Ilaria. È un dolore che non guarisce mai“, hanno dichiarato i genitori della giovane, poco dopo la fine dell’udienza, specificando di non avere alcun interesse ad un confronto con Samson. “Di lui non ci interessa nulla“, hanno dichiarato, visibilmente commossi. Intervenuto anche il legale della famiglia Sula, che ha voluto ricordare quanto questa giornata abbia impattato sulla salute mentale della coppia.
“Per loro si tratta di un passaggio difficilissimo, trovarsi ad un metro da una persona che ha ucciso la loro figlia. Non dimentichiamo che al centro di tutto c’è una vicenda di una ragazza che non c’è più“, ha sostenuto l’avvocato. “Sono sette mesi che non sentiamo il suo profumo e la sua voce. Ci hanno tolto tutto dal cuore. Casa nostra non è più come prima“, hanno invece aggiunto i genitori.
Ilaria Sula, La Sapienza si è costituita parte civile
L’Università La Sapienza, frequentata sia da Ilaria Sula che dal suo assassino, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo insieme alle associazioni ‘Penelope Lazio’, ‘Associazione Italiana Vittime Vulnerabili’ e ‘Insieme a Marianna’. “Siamo in presenza di due studenti dell’Ateneo. Ilaria aveva dimostrato grande impegno ed interesse nello studio, mentre l’imputato no“, ha dichiarato l’avvocato dell’università, ricordando che uno dei motivi che avrebbe portato al femminicidio era stata proprio la decisione di Samson di mentire sul numero di esami sostenuti nel corso della sua carriera universitaria.
Ilaria Sula, la posizione della madre di Samson
La sentenza è attesa per il prossimo 9 dicembre. Intanto, si riflette anche sulla posizione della madre dell’imputato. Quest’ultima è coinvolta nelle indagini ed è stata accusata di aver aiutato il figlio ad occultare il cadavere di Ilaria Sula. La sua posizione, al momento, non compare nel processo principale. Da quanto si apprende, invece, la donna avrebbe chiesto di patteggiare una pena a due anni e la decisione è attesa per il 28 novembre.
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