Le indagini sul omicidio di Federica Torzullo si concentrano ora su una nuova ipotesi investigativa. Quella del femminicidio è una violenza che nasce spesso dall’interno delle relazioni e che potrebbe continuare anche dopo, talvolta nel tentativo di cancellare prove e responsabilità. Nel caso della morte della 41enne di Anguillara, gli inquirenti stanno spostando la loro attenzione oltre il momento della morte, su ciò che potrebbe essere accaduto dopo. Si ritiene possibile che Carlomagno possa aver avuto uno o più complici. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia ritengono che qualcuno potrebbe averlo aiutato a ripulire il sangue della donna in casa e a caricare il cadavere in macchina.
La confessione del marito non avrebbe convinto gli inquirenti. Gli investigatori sono ancora a lavoro per approfondire le dichiarazioni dell’uomo e per stabilire l’effettiva presenza di complici. La mattina del 9 gennaio immediatamente dopo il femminicidio, le telecamere davanti all’abitazione riportano immagini sospette. Tra le 7:00 del mattino e le 14:00 infatti due veicoli si sarebbero aggirati nei pressi dell’abitazione della coppia.
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Le ore successive all’omicidio di Federica Torzullo
Secondo le ricostruzioni delle telecamere, alle 7:08 il Fiat Doblò del suocero di Federica sarebbe apparso nei pressi dell’abitazione e vi sarebbe rimasto per 9 minuti. Alle 9:29 invece, un mezzo Iveco si sarebbe mosso dal deposito dall’azienda Carlomagno e sarebbe riapparso, alle 10:02, lungo la via in cui abitava la coppia. Alle 10:05, l’omicida, viene immortalato a piedi davanti all’abitazione da cui sarebbe uscito dieci minuti più tardi. Alle 10:33 il veicolo sarebbe rientrato in azienda.
Claudio Carlomagno sarebbe rincasato poi in auto intorno alle 14:17 in compagnia di una persona al momento non identificata. La ricostruzione dei fatti ha coinvolto anche il Reparto analisi criminologiche dell’Arma che fornisce supporto psicologico-investigativo per crimini violenti. Non si esclude l’eventualità di interpellare anche i parenti dell’uomo per ulteriori chiarimenti.
Proseguono le ricerche dell’arma del delitto
Oltre che su un’accurata ricostruzione e sugli accertamenti di possibili complici, proseguono anche le ricerche dell’arma del delitto. Secondo le dichiarazioni di Carlomagno si tratterebbe di un coltello bilama lasciato lungo il corso d’acqua di Osteria Nuova in via Braccianese. Nella mattina di ieri 22 gennaio, i carabinieri si sono recati nel punto indicato dall’uomo e sono iniziate le ricerche con l’ausilio del metal detector.
Le ricerche lungo il canale sono poi state sospese e nella giornata di oggi dovrebbero riprendere con l’aiuto dei sommozzatori.
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