Oggi è stata disposta la perizia medica della famiglia nel bosco e il Garante ha ribadito che a il primo posto deve andare la salute dei bambini.
La storia di questa famiglia è emersa alla cronaca locale perché viveva in una condizione quasi primitiva. Un’abitazione modesta, in un bosco e senza i servizi necessari, come ad esempio un bagno. Inoltre i piccoli non andavano a scuola ma vivevano a contatto con la natura, non frequentavano altri bambini e gli altri esseri viventi erano gli animali.
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Così il giudice minorile, dopo una serie di solleciti, ha deciso di trasferire i bambini in una struttura protetta. In queste settimane le polemiche sono state molte: in tanti sostengono che i bambini non possono essere separati dai genitori. Il padre ha fatto di tutto per ricongiungersi ai suoi figli e alla moglie che, invece, ha mostrato ostruzione verso psicologi e assistenti sociali che avrebbero voluto aiutarli.
La perizia di oggi era attesa da tempo e certifica che i bambini stanno vivendo molto male questa situazione, sebbene sembrino molto socievoli con gli altri bambini, giocano e vanno a scuola.
Famiglia nel bosco, la perizia medica
Il Garante “La perizia indipendente realizzata dall’equipe di psichiatri della Asl Lanciano Vasto Chieti conferma lo stato di disagio e sofferenza dei minori segnalato dalla madre. C’è preoccupazione per la salute psicologica ed emotiva dei tre bambini, ospiti da oltre due mesi in casa-famiglia e provati dal trauma dell’allontanamento e della rottura del nucleo familiare”.
L’esperta Terragni dopo la decisione della perizia ha detto: “L’auspicio è che in sede giudiziaria si tenga nel debito conto questa valutazione, conformando anche i tempi del procedimento al superiore diritto alla salute psicologica dei tre bambini. Il caso non è certo l’unico né probabilmente quello più problematico tra i molti casi di allontanamento di minori portati ogni giorno alla nostra attenzione, ma ha il merito di avere acceso i riflettori su un sistema che necessita riflessione e anche cambiamenti, laddove necessari”.
Poi ha concluso: “Al momento basterebbe fare riferimento alla normativa vigente, cosa che purtroppo non sempre avviene. Proprio per questo abbiamo voluto fare il punto con il nostro recente documento ‘Prelevamento dei minori, facciamo il punto’ dedicato al tema”.
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