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Ex Ilva: 21 rinvii a giudizio per disastro ambientale, spunta il nome di Vendola

La prima udienza sull'ex Ilva sarà celebrata a Potenza il prossimo 21 aprile. Intanto Acciaierie d’Italia chiede la proroga per altri 12 mesi della cassa integrazione straordinaria per 4.450 dipendenti

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Il giudice per l’udienza preliminare (gup) di Potenza Francesco Valente ha disposto il rinvio a giudizio di 21 imputati coinvolti nel processo “Ambiente svenduto”, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall‘ex Ilva di Taranto, quando la gestione era nelle mani della famiglia Riva. Tra gli imputati anche l’ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, i fratelli Nicola e Fabio Riva, ex proprietari e amministratori dell’impianto, e l’ex direttore del siderurgico di Taranto, Luigi Capogrosso. Il processo è iniziato a seguito dal sequestro dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, avvenuto nel luglio 2012

La prima udienza si terrà a Potenza il 21 aprile prossimo. Le richieste di rinvio a giudizio erano state presentate dal procuratore della Repubblica facente funzioni di Potenza, Maurizio Cardea, e dal sostituto Vincenzo Montemurro. Su richiesta dei legali del Codacons il gip Valente ha anche disposto un sequestro conservativo superiore a 675mila euro a favore delle parti civili rappresentate dall’associazione.

Il processo “Ambiente svenduto” è ricominciato dall’udienza preliminare a Potenza il 21 marzo 2025, dopo che la Corte d’Assise d’Appello di Taranto, sezione di Lecce, aveva disposto l’annullamento della sentenza di primo grado con 26 condanne e 270 anni di carcere, emessa il 31 maggio 2021. La motivazione era stata la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili.

Ex Iva, chiesta proroga della cassa integrazione straordinaria per altri 12 mesi

Intanto, come riportato da Collettiva, il gruppo Acciaierie d’Italia, ex Ilva, ha presentato al ministero del Lavoro istanza per l’autorizzazione alla proroga della cassa integrazione straordinaria per un massimo di 4.450 lavoratori, su un totale di 9.702 dipendenti. Tra di loro 3.803 dello stabilimento di Taranto, 280 di Genova e 170 di Novi Ligure, a cui si aggiungono quelli in altri siti. La richiesta, motivata dalla scadenza a fine mese dell’attuale cassa, decorre a partire dal 1 marzo 2026 per altri 12 mesi, nell’ambito della gestione commissariale.

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