Tentata evasione a Sollicciano dell’assassino di Ana e Denisa

Vasile Frumuzache ha provato a scalare il muro di cinta con delle lenzuola annodate presso il carcere di Sollicciano. Bloccato subito dalla polizia penitenziaria

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Nelle prime ore di questa mattina, una tentata evasione a Sollicciano ha subito allertato il penitenziario toscano. Si tratta di Vasile Frumuzache il 32enne romeno accusato dell’omicidio di due prostitute tra Prato e Montecatini. Intorno alle ore 10:00, l’uomo avrebbe approfittato dell’ora per mettere in atto un piano di fuga. Infatti, utilizzando una corda rudimentale ricavata da lenzuola annodate, è riuscito inizialmente a scavalcare il muro del passeggio e poi quello di cinta.

Il tentativo di evasione è stato però immediatamente sventato grazie all’intervento di un agente di polizia penitenziaria in servizio di ronda lungo il perimetro esterno del carcere. Frumuzache è stato bloccato e riportato in cella. Secondo quanto emerso, durante la perquisizione gli agenti avrebbero rinvenuto addosso al detenuto anche un coltello.

Chi è Vasile Frumuzache e perché è detenuto a Sollicciano

Frumuzache, ex guardia giurata di origine romena, è accusato di aver ucciso brutalmente due donne, Ana e Denisa, entrambe prostitute, in due distinti episodi avvenuti tra Prato e Montecatini. Gli omicidi, che avevano scosso profondamente l’opinione pubblica, sono stati da lui confessati nel corso delle indagini condotte dalla procura.

L’uomo si trova in carcere dalla scorsa estate ed è attualmente in attesa di giudizio. Domani, 5 febbraio, dovrà comparire davanti alla Corte d’Assise di Firenze per la prima udienza del processo che lo vede imputato per duplice omicidio volontario. L’udienza prevista per domani, potrebbe essere stata la motivazione alla base della tentata evasione a Sollicciano.

Il trasferimento prima della tentata evasione a Sollicciano e le dichiarazioni del sindacato Osapp

Frumuzache era stato trasferito a Sollicciano lo scorso giugno dal carcere di Prato, dopo essere stato aggredito da un altro detenuto, cugino di una delle vittime, che gli aveva lanciato addosso dell’olio bollente. Da allora si trova confinato nella struttura fiorentina.

Il Corriere Fiorentino riporta che il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Osapp ha espresso “pieno apprezzamento” per l’operato dell’agente che ha sventato la fuga, ma allo stesso tempo ha sollevato forti perplessità sulle condizioni di sicurezza del carcere.

Resta da chiarire come un detenuto che dovrebbe essere super sorvegliato abbia potuto organizzare una tentata evasione a Sollicciano di questo tipo”, ha dichiarato il delegato nazionale Osapp, Canio Colangelo, interrogandosi sulle gravi falle organizzative e strutturali del carcere.

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