Nuovi elementi emersi nell’inchiesta che riguarda l’agenzia di eventiche organizzavano “servizi completi” per “clienti speciali”, come calciatori.Soldi, presunte escort di lusso e “locale nel locale” tutto legato da un probabile filo rosso: presunti rapporti economici tra l’azienda e i locali che ospitavano gli eventi. Secondo quanto riportaRepubblica, gran parte dei profitti della Ma.De proverrebbero dal “luxury club” che si trova in centro. Ovvero, presumibilmente quello che si creare all’interno del locale citato nei capi d’imputazione.
Secondo la procura, “il fatturato risulta alimentato quasi interamente dalla S.rl.”, che gestisce il locale in questione. Stando agli ultimi aggiornamenti,la Ma.De avrebbe guadagnato 1,2 milioni di eurotramite il servizio “speciale”.Parte di questo profitto, (757 mila euro, come riporta il quotidiano)sarebbe arrivato proprio dal locale citato negli atti, mentre 200 mila dai calciatori, più altre aziende.
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Dopo la divulgazione delle intercettazioni, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata a quel “super privé” di cui parla la proprietaria dell’agenzia milanese, proprio perché “il sabato e la domenica è loro in esclusiva”.Il quesito si pone dal momento in cui è il locale a pagare l’agenzia e non il contrario. Una della ipotesi è chei presunti ospiti vip preferissero pagare in modo fittizio una discotecainvece che la società che pagava l’agenzia. Partendo da questo punto,nasce l’ipotesi dell’autoriciclaggio.
Tra i socidi questa società proprietaria del locale, figurerebbe un’altra impresa che dovrebbe essere diun noto imprenditorie famoso anche sui social. Infatti, nei video lui avrebbe pubblicizzato il locale come un posto a due entrate: una per la gente comune e una per“iniziare il gran chiavage”. Chiara è la nota dei pm al riguardo: “Con questa espressione attribuisce al locale la capacità di offrire sicure occasioni di prestazioni sessuali.Lascia intendere l’inscindibile connessione tra il pagamento del prezzo del tavolo e il versamento di importi elevati con l’accesso diretto a prestazioni sessuali, il cui prezzo sarebbe incluso nell’importo versato con il tavolo”.
Infine, il legale dell’imprenditore ha specificato: “Lui è socio al 3%, non ha il potere di prendere decisioni, fa il promoter. Non ha rapporti con Ma.De né con i suoi gestori”. Nonostante questa nuova ipotesi, le indagini degli inquirenti proseguono, interrogando le ragazze che lavoravano per l’agenzia. Infine,i quattro arrestati, ai domiciliari per sfruttamento della prostituzione, verranno interrogati lunedì 27.
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