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Equalize, Pazzali resta in libertà: niente arresti domiciliari per l’ex vertice dell’agenzia investigativa

SI sono chiuse ieri le indagini sulle presunte cyber-spie di Equalize e tra i 15 indagati iscritti nel registro figura anche Enrico Pazzali, ormai ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell'agenzia investigativa. E pur riconoscendo gravi indizi nei suoi confronti, il Tribunale del Riesame di Milano, quindi, ha respinto anche il ricorso dei pm, contro il no del gip, che avevano insistito per gli arresti domiciliari per Pazzali

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Si sono chiudono le indagini preliminari del primo filone dell’inchiesta sulle presuntecyber-spie di Equalizee sui dossieraggi abusivi in banche dati. E nel registro degli indagati sono state iscritte15 persone, e tra queste figuranoEnrico Pazzaliormai ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell’agenzia investigativa, insieme hacker ed esperti informatici comeNunzio Samuele Calamuccie l’imprenditoreLorenzo Sbraccia.

Grave quadro giudiziario” per tutti gli indagati, ma i giudici hannorespinto 11 richieste di arresto, fra carcere e domiciliari, tranne quella dell’imprenditore romano, già arrestato in un filone parallelo per estorsione aggravata dal metodo mafioso, perché non sono state “ravvisate esigenze di tipo cautelare“.

Equalize, respinti i domiciliari per Pazzali: le motivazioni

Il Tribunale del Riesame di Milano, quindi, ha respinto anche il ricorso dei pm, contro il no del gip, che avevanoinsistito per gli arresti domiciliari per Pazzali, pur riconoscendogravi indizi nei suoi confronti. Una decisione che arriva a oltre 9 mesi dal ricorso del pubblico ministero Francesco De Tommasi e a 4 mesi dalle udienze celebrate fra marzo e aprile.

Infatti, come scrivono nell’ordinanza i giudici Savoia-Ambrosino-Nosenzo, “non pare dubitabile” la “partecipazione” di Enrico Pazzali alla “associazione a delinquere” intorno alla società Equalize di cui era socio di maggioranza. Pazzali era un “manager pubblico di successo– si legge nelle 69 pagine del provvedimento –che rivestiva incarichi importanti” e “ambiva a mantenerli e a sponsorizzare la sua professionalità in direzioni più prestigiose“.

In base a quanto emerso, per farlo sembra utilizzasse le “potenzialità del gruppo“,accusato dei dossieraggi illeciti e gravitante attorno alla società di business intelligence, e “le sfruttava a proprio vantaggio“. In sostanza, secondo quanto ricostruito dai pm, il 61enne “era solerte richiedente report reputazionali“, solo che non sarebbero “quelli leciti pubblicizzati sul sito di Equalize“, bensì “redatti e predisposti con informazioni tratte da banche dati riservate” e in alcuni casi “domandati in nome e per conto di influenti personalità politiche o appartenenti alle istituzioni“. Il tutto finalizzato, secondo di giudici, per “gestire antagonismi professionali o per acquisire conoscenze su soggetti interessati da vicende pubbliche che potessero tornare utili a lui o ai suoi sponsor“.

Dall’ordinanza si comprende che Pazzali, oltre ad essere il “proprietario” dell’azienda di via Pattari 6, sembra abbia seguito “sistematicamente” tutte “le attività” attraverso quello che la Procura ha definito il suo “braccio destro“, ovvero l’ex super poliziotto Carmine Gallo, scomparso lo scorso 9 marzo. E tra le attività messe a punto, i pm avrebbero riscontrato “gestione della clientela“, “servizi” resi per la stessa, come dimostrerebbe la vicenda dello spionaggio interno ai dipendenti della multinazionale Erg alla ricerca di possibili attività di insider trading sospettate dalla società. Ma anche, il lancio della piattaforma Beyond, il software per integrare dati leciti e altri acquisiti illegalmente, o il “progetto di internalizzazione degli informatici” che lavoravano per Equalize.

Arresti domiciliari per Sbraccia

Per quanto riguarda la figura dell’imprenditore Lorenzo Sbraccia che, secondo le fatture passate al vaglio del Ros e Nucleo investigativo dei carabinieri di Barese, sarebbeprincipale cliente di Equalize, sono stati disposti gli arresti domiciliari dove si trova già detenuto nell’inchiesta bis su Equalize. Misura sospesa in attesa di un eventuale ricorso per Cassazione del 58enne, assistito dall’avvocato Vittorio Manes.

I 4 appelli di Dda di Milano e Dna ritenuti inammissibili, riguardano nello specifico l’ex super poliziotto, morto d’infarto mentre era detenuto ai domiciliari, e le tre persone nei cui confronti la Procura aveva rinunciato a chiedere la custodia cautelare dopo gli interrogatori collaborativi resi nei mesi scorsi. Si tratta dell’informatico-hackerCalamucci, il suo socio nell’azienda Mercury,Massimiliano Camponovoe il 38enne di Reggio Emilia, fornitore della società di business intelligence,Giulio Cornelli, che ha raggiunto un accordo per patteggiare una pena a 3 anni e 10 mesi.

Quindi, con la conferma dell’ordinanza del gip Fabrizio Filice, come Pazzalirestano libere in attesa della richiesta di rinvio a giudizio altre 10 persone, ovvero Luca Cavicchi, Lorenzo Di Iulio, Daniele Rovini, Samuele Abbadessa, Mattia Coffetti, l’ex militare del ROS ed ex appartenente ai servizi segreti Vincenzo Di Marzio, il poliziotto Marco Malerba e il finanziere della Dia di Lecce, Giuliano Schiano, Gabriele Edmondo Pegoraro, informatico già dipendente di società che forniscono intercettazioni per diverse Procure e il 55enne dell’hinterland milanese, Daniele Sirtori.

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