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Addio a Enzo Bianchi: monaco fondatore della comunità di Bose

Il fondatore della comunità monastica di Bose è morto all’età di 83 anni questa notte all’ospedale Molinette di Torino

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Si è spento all’età di 83 anni fratelEnzo Bianchi, il fondatore della comunità monastica di Bose. Il monaco è deceduto questa notte all’ospedale Molinette di Torino. Bianchi era stato allontanato dalla Comunità nel 2020 e fino al 2017 era stato padre superiore. L’allontanamento è avvenuto per volontà del Vaticano.

In seguito a questa esperienza il monaco ha fondato Casa della Madia, una fraternità monastica situata ad Albiano d’Ivrea. Bianchi oltre ad essere stato un monaco cristiano è stato anche un saggista italiano. Dopo il diploma in ragioneria inizia afrequentare la facoltà di Economia all’Università degli Studi di Torino, e durante gli anni di studio fonda insieme ai suoi amici uno dei primi gruppi biblici fondato sull’ascolto del Vangelo.

Enzo Bianchi e la comunità monastica di Bose

Bianchi non termina gli studi esi ritira in solitudinein un casolare nella piccola frazione di Bose, che aveva sistemato con alcuni amici conosciuti durante l’esperienza universitaria. Dopo tre anni sceglie di iniziare la sua esperienza e nel 1968 viene raggiunto da cattolici e protestanti, con i quali inizia la vita in comune. Ed è così che nasce la comunità monastica di Bose, riconosciuta nel 2000 come associazione privata di fedeli.

Oltre ad aver dedicato la sua vita alla predicazione, molto importante anche la sua attività come pubblicista trattando di tematiche religiose sui giornali. Tra i quali figuranoL’Osservatore Romano, Avvenire, La Stampa e La Repubblicaed ha diretto fino al 2005 la rivistaParola, Spirito e Vita. Il 22 luglio 2014 è stato nominato da Papa Francesco consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. I rapporti con la Santa Sede si incrinano nel2020 dopo un decreto che disponeva un suo allontanamento. La Comunità aveva parlato di “una situazione tesa e problematica per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità e il clima fraterno”.

Inizialmente Bianchi ha accettato le disposizioni del decreto, ma di fatto ha continuato a risiedere a Bose. Nel 2021 arriva un nuovo decreto che sollecita il monaco di lasciare la Comunità, ma per lui le condizioni inserite erano “lesive della dignità sua e dei suoi fratelli, per questo motivo il monaco non obbedisce”. Infine, nello stesso anno lascia Bose per trasferirsi a Torino. Poi nel 2023 l’udienza con Papa Francesco dove il Pontefice accoglie la notizia del nuovo progetto della Casa della Madia.

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