Non è una scena di una serie tv, è la realtà.Nel carcere Enna i detenuti hanno iniziato una rivolta, impossessandosi delle sezioni del vecchio padiglione e rompendo le telecamere di sicurezza. Secondo quanto emerso, la ribellione ha interessatoun centinaio di detenutidel padiglione vecchio della casa circondariale “Luigi Bodenza”. Il motivo della rivolta sarebbe nato dopo che nei giorni scorsi un fulmine aveva fatto saltare le centraline telefoniche. Per questo i ristretti non avevano portato parlare con le proprie famiglie.
Da stamattina il disservizio era stato risolto, sembra però che quello dellelinee telefonichesia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Secondo quanto riportaRepubblica, a denunciare la situazione del carcere è statoMimmo Nicotra, presidente nazionale di CON.SI.PE. (Confederazione sindacati polizia penitenziaria) : “Da mesi denunciamo la grave carenza di personale al carcere di Enna. Avevamo chiesto che i detenuti fossero sfollati per permettere la ristrutturazione delcarcere che è vetusto”.
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Nicotra poi sottolinea che “la propaganda del governo e del ministro Carlo Nordio si infrange con la realtà delle carceri italiane”. Specificando che “sono 65mila detenuti stoccati dentroistituti che sono vere e proprie polveriere.Ad Ennai detenuti, invece di essere sfollati,sono stati trasferiti in altre sezioni dello stesso istituto. Ora la situazione è gravissima”.
Rivolta Enna, il problema delle carceri sollevato anche da Alemanno
Sulla situazione delle carceri italiane si era anche espressoGianni Alemannouna volta uscito da Rebibbia, lo scorso24 giugno. In particolare l’ex sindaco della Capitale aveva denunciato il problema del sovraffollamento sostenendo che “il governo Meloni non ha fatto nulla” ed annunciando di voler parlare direttamente con il ministro della Giustina Carlo Nordio. Poco prima di uscire aveva scritto che gli sembrava di “disertare una trincea:un carcere sovraffollato, persone detenute che soffocano nel caldoe mille ingiustizie di cui sono stato testimone”.
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