Nella notte a Enego (Vicenza) sono state scagliate contro l’abitazione di Adriano Cappellari, giovane giornalista, dellebottiglie incendiarie.Il cronista è impegnato da tempo a scrivere dell’attività di don Maurizio Patriciello a Caivano (Napoli), il parroco simbolo della lotta alla Camorra. Oltre alle bottiglie incendiare, per terra è stata trovata unalettera che conteneva alcune foto del cronista con una “x” sopra, ed ulteriori minacce.
Il presunto attentato incendiario è iniziato verso mezzanotte, quando ignoti avrebbero lanciato una o più bottiglie incendiarie contro la sua abitazione, lasciando anche dellebombole di gas. Immediato l’intervento dei soccorsi. I vigili del fuoco sono arrivati sul posto per disinnescare alcune bombolette inesplose affiancati dai carabinieri di Enego. Al momento le indagini sono in corso e gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi.
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Purtroppo l’episodio di stanotte non è l’unico che riguarda il giornalista. Alcuni mesi fa Adriano Cappellari aveva ricevuto dellelettere anonime con chiari inviti a smettere di scrivere. L’episodio scorso aveva profondamente scosso la comunità e scatenato una grande ondata di solidarietà. Nel mirino, oltre al parroco e al giornalista, anche il premier Giorgia Meloni per il sostegno dato al sacerdote.
Sia don Maurizio Patriciello che il collaboratore deL’Altopianoe delGiornale di Veneziavennero minacciati di morte con lettere anonime. Secondo quanto riportaCorriere, la prima lettera arrivata ad Adriano Cappellari risale a novembre scorso, dove c’era lafotocopia di un articolo da lui firmatodove il giornalista esprimeva solidarietà al parroco che aveva ricevuto una pallottola come minaccia. Dopo questo episodio il giovane giornalista si era detto “sconvolto” ma che “non ha alcuna intenzione di smettere nel suo lavoro”.
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