La lite tra figli alla morte di un genitore per l’eredità è una storia più frequente di ciò che pensiamo. Accade spesso che si discute per un’eredità spartita male oppure perché si vogliono più beni di ciò che ci spetta. Lo stesso sta accadendo allefiglie di Emilio Fede.Da una parte c’è Simona che ha contattato i giornali e che sostiene che la sorella si sia approfittata dei beni del padre, di nascosto da lei; dall’altra c’è Sveva che è rimasta delusa dalla guerra portata avanti da sua sorellae soprattutto delle accuse, dato che è sempre stata accanto ai loro genitori, fino all’ultimo respiro.
Emilio Fede: l’eredità contestata
Oggi alCorriere della Seraha risposto alle accuse portate avanti da sua sorella, respingendole e chiarendo che nei suoi confronti non c’è alcuna denuncia ma questa è stata fatta “contro ignoti“. Questa storia ha portato ad una frattura inimmaginabile e che, inevitabilmente, ha creato tanto dolore.
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Al centro della contestazione ci sono gioielli, conti in banca e immobili. L’accusa che muove la sorella minore verso la maggiore è quella di essersi appropriata di questi beni, quando i suoi genitori non stavano in salute. Ma è diversa la teoria diSveva che sottolinea di non essersi mai approfittata di quei soldie che ha sempre seguito le volontà dei genitori. Alcune somme sono state usate per pagare alcuni creditori, dopo il caso Ruby III, altri messi nella fondazione, tanto cara ai coniugi Fede e di cui Simona è vicepresidente.Stessa fondazione di cui però “non se ne occupa minimamente”,come sostiene sua sorella.
Emilio Fede, Sveva: “Non stiamo parlando di un’estromissione dall’eredità”
“Ha lasciato Villa Lucia a me e l’attico di Roma a Simona, che ci vive. Non stiamo parlando di un’estromissione dall’eredità.Mamma però teneva all’unità della famiglia e ha previsto che Simona potesse usare la villa. Era un appello per dire: restate unite, quella casa è nostra da generazioni.Io non mi sono opposta alla sua volontà e le mail testimoniano che ho dato disponibilità di accesso ai figli di Simona che me l’avevano chiesto”, ha rivelatoSveva FedealCorriere della Sera.
E in merito ad altre presunte ville la maggiore chiarisce:“A Rocca di Papa, c’era un villino dei De Feo. La quota di mia madre è passata a papà, che l’ha venduta, devolvendo il ricavato alla Fondazione Emilio Fede, di cui mia sorella è vicepresidente.Se Simona si interessasse di più a questa Fondazione voluta per aiutare medici, paramedici e creare un premio di giornalismo, saprebbe che i soldi sono sul relativo conto”.
La delusione da parte diSvevaè tanta, mai avrebbe immaginato che il loro rapporto si deteriorasse fino a ciò e per ora non vede margine per una riappacificazione: “Prima di leggere tante accuse sui giornali le avrei detto che ci speravo, anche perché i nostri avvocati si stavano confrontando. Ora, fatico a vedere spazio per una riconciliazione”.
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