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Due Spicci, polemica sulla serie di Zerocalcare: la replica di UN!TA

Dopo alcune segnalazioni anonime diffuse sui social da UN!TA, esplode il caso attorno alla nuova serie Netflix di Zerocalcare, Due Spicci, prodotta da Movimenti Production. La società respinge ogni accusa

3 Min di lettura

La nuova serie diZerocalcare,Due spicci, è approdata da poco su Netflix ma, più che per il contenuto, nelle ultime ore sta facendo discutere per lepolemiche legate alla sua produzione. Al centro della vicenda ci sono alcunesegnalazioni anonimedi presunti collaboratori della serie, che sostengono di aver ricevutocompensi molto bassi e di essere stati sottoposti a carichi di lavoro superiori rispetto a quanto concordato inizialmente.

Le testimonianze erano state raccolte e pubblicate sabato scorso nelle Instagram Stories diUN!TA(Unione Italiana Animatori), pagina che si occupa di informazione sul settore dell’animazione. Poco dopo, però, le stories erano staterimosse. Una decisione che ha alimentato ulteriormente il dibattito online.

Oggi, UN!TA ha spiegato in un post di aver eliminato i contenuti per “dimostrare la massima buona fede e la ricerca di un confronto tra le parti“. La pagina ha inoltre ribadito di non aver mai sostenuto di aver verificato direttamente le accuse ricevute, precisando fin dall’inizio che si trattava disegnalazioni anonime non confermate.

L’esplosione del caso Due Spicci

A far esplodere definitivamente il caso è stata poi un’inchiesta pubblicata daIl Giornale. In seguito all’articolo, il senatore di Forza ItaliaMaurizio Gasparriha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministero del Lavoro per verificare “se la produzione abbia rispettato i trattamenti economici e normativi previsti per i collaboratori“.

Al momento Zerocalcare non ha ancora commentato pubblicamente la vicenda, anche seIl Postriferisce che potrebbe intervenire a breve.Movimenti Production, società che ha prodotto Due spicci e le precedenti serie dell’autore romano, ha invece respinto tutte le accuse, dichiarando dinon aver mai adottato pratiche illegali o forme di sfruttamento lavorativo.

La società ha inoltre definito le contestazioni “inconsistenti“, sostenendo che si basino esclusivamente su testimonianze anonime raccolte da “un collettivo che non rappresenta una realtà sindacale“. Nel frattempo alcunicontent creatorche hanno trattato il caso hanno riferito di aver ricevuto richieste di rimozione dei contenuti pubblicati. Tra questi lo youtuberJematria, che ha raccontato di aver ricevuto una diffida legale poche ore dopo aver pubblicato un video dedicato alla vicenda.

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