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Dossieraggi, chiesto processo per Striano e Laudati

Caso dossieraggi: la Procura di Roma punta al rinvio a giudizio. Coinvolti anche giornalisti e oltre mille accessi sospetti alle banche dati riservate

3 Min di lettura

Nuova svolta nel caso dossieraggi esploso tra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024.La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex finanzierePasquale Strianoe per l’ex sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafiaAntonio Laudatinell’ambito dell’inchiesta sulladiffusione di informazioni riservate e sugli accessi abusiviai sistemi informatici delle forze dell’ordine e della Dna.

L’inchiesta e le accuse

La richiesta di processo riguarda unaventina di indagati.Tra loro compaiono anche alcuni giornalisti: per uno, però, i magistrati di piazzale Clodio hanno deciso di stralciare la posizione chiedendone l’archiviazione.

I reati contestati, a vario titolo, comprendonoaccesso abusivo a sistema informatico,rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e falso. Secondo gli inquirenti, gli accessi contestati sarebbero oltre un migliaio.

Nel documento di chiusura delle indagini, depositato lo scorso novembre, i pm parlano di una “consultazione compulsiva” di informazioni riservate, poi finite in articoli di stampa.

Il trasferimento dell’indagine da Perugia a Roma

L’inchiesta era stata inizialmente trasmessa daPerugia a Romadopo un’eccezione sollevata dalla difesa di Laudati. La questione sulla competenza territoriale è stata accolta prima dal gip e poi dal Tribunale del Riesame umbro, anche alla luce di una pronuncia dellaCorte di Cassazione.

Il procedimento è coordinato dal procuratore aggiuntoGiuseppe De Falcoinsieme alla pmGiulia Guccione.

I nomi coinvolti nelle ricerche abusive

Tra le persone finite nelle verifiche abusive figurano diversi esponenti politici e istituzionali di primo piano: il ministro della DifesaGuido Crosetto, il ministro dell’IstruzioneGiuseppe Valditara, il sottosegretario alla Presidenza del ConsiglioGiovanbattista Fazzolari,l’ex premierMatteo Renzi, Chiara Colosimoe la deputata di Forza ItaliaMarta Fascina.

Nelle ricerche sarebbero comparsi ancheFrancesca Verdini,compagna del vicepremier Matteo Salvini, oltre a personalità del mondo sportivo come l’ex presidente della FigcGabriele Gravinae l’allenatore del MilanMassimiliano Allegri.

Le amministrazioni indicate come parti offese

Tra le persone offese individuate dalla Procura di Roma figurano ilMinistero dell’Interno, il Ministero dell’Economia, il Ministero della Giustizia, la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate e la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

L’inchiesta sugli accessi abusivi continua ad allargare la sua portata e apre interrogativi profondi sulla sicurezza delle banche dati sensibili dello Stato e sull’utilizzo delle informazioni riservate finite al centro del circuito mediatico e istituzionale.

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