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Domenico Caliendo, la perizia del gip: “Con il cuore artificiale avrebbe avuto oltre il 70% di possibilità di salvarsi”

Il legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo chiede alla Procura di valutare l’ipotesi di omicidio volontario. A novembre l’esame e il controesame sulla superperizia di circa 600 pagine

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La perizia disposta dal gip sulla morte del piccolo Domenico Caliendo potrebbe aprire nuovi scenari nell’inchiesta sul fallimento del trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre 2025. Secondo quanto riferito dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino, nella relazione dei periti del gip sarebbe emerso che, se Domenico fosse stato collegato entro 72 ore al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, avrebbe potuto essere sottoposto a un nuovo trapianto con una probabilità di riuscita superiore al 70%.

Lo ha dichiarato Petruzzi, facendo riferimento alla relazione di 553 pagine. Alla luce di queste conclusioni, il legale ha chiesto alla Procura di Napoli di valutare la possibilità di contestare l’ipotesi di omicidio volontario, in luogo di quella di omicidio colposo attualmente al centro dell’indagine.

Il caso della morte di Domenico Caliendo

Domenico, che aveva quasi due anni e mezzo, è morto il 21 febbraio 2026, dopo le complicazioni seguite al trapianto di cuore effettuato al Monaldi il 23 dicembre dell’anno precedente. L’inchiesta della Procura partenopea, che vede sette medici indagati, punta a ricostruire le decisioni assunte nelle fasi successive all’intervento e a chiarire se siano state adottate tutte le misure necessarie per garantire al bambino le migliori possibilità di sopravvivenza.

Un punto centrale dell’accertamento riguarda proprio il cuore artificiale extracorporeo. Il gip Mariano Sorrentino aveva chiesto ai consulenti di verificare, tra gli altri aspetti, le condotte dei medici quando Domenico era collegato all’Ecmo nella terapia intensiva del Monaldi e le ragioni che portarono a escludere la possibilità di ricorrere al Berlin Heart. Secondo la famiglia e i suoi consulenti, proprio questa scelta avrebbe potuto incidere sulle possibilità di arrivare a un secondo trapianto.

La superperizia sulla morte di Domenico Caliendo

Nella giornata di ieri i tre professori nominati dalla Procura come consulenti, Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini, hanno depositato una superperizia di circa 600 pagine, nella quale hanno risposto ai quesiti posti dal giudice. Tra gli aspetti esaminati c’è anche la decisione di procedere comunque con il trapianto del 23 dicembre 2025, nonostante il cuore destinato a Domenico fosse risultato inutilizzabile a causa delle basse temperature.

Il prossimo passaggio dell’inchiesta è già fissato. Il gip ha infatti stabilito per il 12 e il 13 novembre l’esame e il controesame nell’ambito dell’incidente probatorio. Sarà quella l’occasione per discutere nel dettaglio le conclusioni contenute nella superperizia e confrontare le diverse valutazioni sulle scelte compiute dai medici.

La vicenda resta dunque al centro dell’indagine della Procura di Napoli, chiamata ora a valutare gli elementi emersi dagli accertamenti tecnici e le richieste avanzate dalla famiglia. Al centro del procedimento rimane la domanda sulle possibilità concrete che Domenico avrebbe avuto di sopravvivere e sull’eventuale incidenza delle decisioni assunte nelle ore e nei giorni successivi al primo trapianto.

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