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Denise Cosco è morta suicida: era la figlia di Lea Garofalo

Si è spenta a 35 anni Denise Cosco, figlia di lea Garofalo, vittima di mafia nel 2009. Si è lanciata dal suo appartamento ed è morta dopo 4 giorni di agonia

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Lea Garofalo è stata una vittima di mafia, morta a 35 anni. Venne uccisa nel 2009 dall’ex compagno e padre di Denise Cosco, il boss Carlo Cosco. Lei lo aveva denunciato ed era quindi finita sotto protezione assieme alla figlia.

Ma il boss poi la convinse a rinunciare alla tutela, la attirò in una trappola a Monza, la ammazzò e fece a pezzi. Vitale fu il ruolo di Carmine Venturino che all’epoca era il fidanzato di Denise, successivamente lui aiutò la polizia a far ritrovare i resti di Lea.

Adesso, alla stessa età, sua figlia Denise ha deciso di togliersi la vita. Oggi è prevista l’autopsia sul suo corpo per capire se si sia trattato davvero di un suicidio.

Morte di Denise Cosco

Adesso i pm di Velletri procedono per istigazione al suicidio. Il fasciolo è contro ignoti e i pm, coordinati dal procuratore Carlo Villani, hanno disposto il sequestro del cellulare della donna che verrà ora analizzato.

Denise Cosco si era lanciata domenica scorsa dal palazzo dove viveva, ad Ariccia. Dopo 4 giorni di agonia ha perso la vita in ospedale; nella giornata di oggi verrà effettuata l’autopsia.

Chi era Lea Garofalo

Lea Garofalo era nata nel 1974 nella provincia di Crotone da una famiglia della ‘ndrangheta. Suo fratello, che poi è diventato capocosca, è stato ucciso nel 2005. A 17 anni Lea si era innamorata di Carlo Cosco, trafficante di droga, e da questa storia era nata Denise. Dopo anni difficili, tra arresti e agguati, Lea aveva deciso di lasciarlo e di denunciarlo. Nel 2002 si era presentata ai magistrati per raccontare tutto e per cercare di offrire un futuro migliore a sua figlia.

Così madre e figlia erano entrate nel programma di protezione: cambiando nome, città, vita, spostandosi tra Campobasso e Udine. La copertura era stata revocata, poi riattivata nel 2007 anche grazie a don Luigi Ciotti.

Nel maggio 2009 Lea era sfuggita ad un primo agguato, grazie proprio a sua figlia Denise, che quel giorno era rimasta a casa invece di andare a scuola. Il 24 novembre 2009 Cosco l’aveva convinta a raggiungerlo a Milano, con la scusa di parlare del futuro della ragazza. Le telecamere della città li hanno ripresi insieme per l’ultima volta quella sera. In quella notte Lea era stata sequestrata, uccisa e il suo corpo bruciato in un terreno di San Fruttuoso, a Monza. Solo nel 2012 sono stati poi recuperati i suoi resti.

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Lea Garofalo e Denise Cosco

Denise è stata fondamentale durante il processo, con le sue testimonianze contro il padre e contro Carmine Venturino, uno dei killer incaricato di sorvegliarla e con cui aveva avuto una relazione. Il 18 dicembre 2014 la Cassazione ha confermato l’ergastolo per Carlo Cosco e altri quattro imputati. Milano si è costituita parte civile e il 19 ottobre 2013 sono stati celebrati i funerali pubblici di Lea, in piazza Beccaria. In questi anni Denise ha sempre aiutato Don Ciotti con Libera, fino al tragico gesto che ha compiuto domenica scorsa e che l’ha portata alla morte.

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