“Il cuore io lo avevo tolto prima di, diciamo, capire che quell’altro potesse avere dei danni, quindi non avrei avuto scelta, ok?”. Sarebbe questa la frase centrale pronunciata dal cardiochirurgoGuido Oppido, che ha operato il piccolo Domenico,il bambino deceduto dopo il trapianto di un cuore danneggiato.Le parole vengono registrate da un sanitario presente in una riunione informalecon altri colleghi prima dell’audit all’ospedale Monaldi disposta dal Ministero della Salute.
La registrazione della conversazione è stata consegnata nelle mani della Procura di Napoli, che indaga sulla morte del bimbo di 2 anni. Si tratterebbe di file audio importanti che descriverebbero nuove circostanze sul complicato caso. Nell’interrogatorio preventivodi marzoil cardiochirurgo aveva sottolineato di non aver estratto il cuore del piccolo prima dell’arrivo del box frigoche conteneva il cuore danneggiato. Guido Oppido aveva poi detto di aver iniziato l’intervento solo dopo aver ricevuto l’ok ( da chi ancora non sia sa precisamente) dell’arrivo del nuovo organo vitale.
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Nella difficile ricostruzione degli eventi un momento fondamentale è quello del trasferimento dell’organo da Bolzano, perché sarebbe stato trasportato con del ghiaccio secco. Ad occuparsi del prelievo è stata la cardiochirurgaGabriela Farina, che verrebbe difesa da Oppido: “Lei chiede del ghiaccio e le viene dato del ghiaccio secco… è come se uno va al bar e chiede un bicchiere d’acqua e gli danno la varechina”. Il collega chirurgo specifica che “la colpa non può certo essere sua…la colpa è da cercare a Bolzano”. Inoltre, sembra che in un passaggio successivo dica che non sarebbe colpa neanche dell’operatore che avrebbe fornito il refrigerante sbagliato.
In seguito, riprenderebbe a parlare di sé: “Non ho colpa…come hanno detto tutti in tv, tutti i trapiantologi che si sono espressi divento che avrebbero fatto esattamente le stesse cose”. Infine, il primo della lista nominato da Oppido è stato scelto come componente del pool di periti del giudice per le indagini preliminari in merito all’incidente probatorio. Quest’ultimo è poi uscito dal pool dopo i dubbi sollevati dal legale della famiglia del piccolo Domenico a causa di tali dichiarazioni. A distanza di mesi dalla tragedia resta ancora da definire la catena di eventi che ha portato a trapiantare un cuore danneggiato ad un bambino di 2 anni.
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