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Cuore bruciato, domani incidente probatorio e autopsia sul corpo del bimbo

Si è finalmente potuta fissare una data per l'incidente probatorio dopo che è stata accolta la richiesta di ricusazione nei confronti del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre periti nominati dalla Procura di Napoli. L'avvocato Petruzzi, legale della famiglia del piccolo, contestava infatti al medico torinese di non poter garantire l'imparzialità necessaria. Intanto, il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, rivendica l'impegno del Monaldi nelle indagini interne dopo il trapianto fallito

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Aggiornamenti sulcaso cuore bruciato. Domani è in programmal’incidente probatorio e l’autopsiasul corpo delpiccolo di due anni, morto all’ospedale Monaldi di Napoli il21 febbraioscorso, dopo che ilcuoretrapiantatogli, proveniente da Bolzano, è arrivatodanneggiatoperché probabilmentea contatto con ilghiaccio seccodurante il trasferimento. Lo ha reso noto l’avvocatoFrancesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino. “Non è detto– ha precisato-che il funerale si faccia mercoledì“, sottolineando come l’obiettivo sialiberare la salma del piccoloil prima possibile.

Caso cuore bruciato, accolta richiesta ricusazione di uno dei periti

Si è finalmente potuta fissare una data per l’incidente probatorio dopo che è stataaccolta larichiesta di ricusazionenei confronti del professorMauroRinaldi, uno deitre peritinominati dalla Procura di Napoli. Petruzzi contestava infatti al medico torinese, professore ordinario di Cardiochirurgia, di non potergarantire l’imparzialità necessaria, essendosigià espressosui fatti in oggetto e avendocofirmatouna pubblicazione scientifica conuno dei 7 medici indagati. Documenti a cui se ne era aggiunto un altro, particolarmentecompromettente, che il legale aveva portato all’attenzione del gip: una nota riservata ai soci dellaSocietà italiana di Chirurgia Cardiaca, di cui Rinaldi è vicepresidente, nel quale sisolidarizzava con i medici del Monaldi implicati nella vicenda.

Nella nota veniva citata la“second victim syndrome”,ovvero il particolarestato emozionaleche sconvolge la vita personale e professionale dei sanitari in occasione di eventi avversi durante la pratica clinica. Ecco perché la Sicch scriveva di essere “consapevole deltravaglio psicologicodei colleghi di Napoli” ed auspicava che l’accertamento della verità fosse “rapido ecircostanziato sui fatti realiespressi dalle autorità competenti, piuttosto che daesperti improvvisati in salotti televisivi di programmi scandalistici“. Unaprecisa scelta di campo, secondo l’avvocato Petruzzi, che rendeva la nomina di Rinaldi incompatibile. Al posto di quest’ultimo è stato nominato il professorUgolini Livi.

Iervolino: “Il Monaldi ha iniziato indagini interne prima dell’intervento dell’autorità giudiziaria”

Intanto, la mamma del piccolo, ha espresso“sconcerto”per quanto emerge dalverbaledi una riunione convocata il30 dicembrescorso dai vertici dell’azienda dei Colli. “In quell’incontro– spiega l’avvocato Petruzzi –che si tienesette giorni dopo il trapianto, il primarioOppidosi dice fermamente convinto della bontà degli atti chirurgici, sia del cuore prelevato definitoperfettamente prelevato e integro, sia del trapianto che non perde sangue in nessuna anastomosi“. Su questo la mamma del bimbo – fa sapere il legale – chiede che si faccia chiarezza.

Alle polemiche ha risposto, in una lettera inviata al quotidianoIl Mattino, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli,Anna Iervolino, che ha ricostruito le mosse dell’ospedale a partire dal 30 dicembre, giorno dell’inizio delle indagini interne. Quel giorno, la direzione ha procedutoall’audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti.

Sono seguite poi relazioni scritte, commissioni di indagini e veri e propri interrogatori, durante i quali sono statiapprofonditi gli eventifino a comprendere come gli stessi siano avvenuti,ipotizzandone le cause e facendone emergere la enorme gravità. Gli atti interni, redatti dall’Azienda – ha proseguito nella sua ricostruzione Iervolino – sono statimessi a disposizione dell’autorità giudiziaria, che indaga già dall’11 gennaio, e consegnati allaRegione Campaniae alMinistero della Sanità.

La manager ha specificato che essi rappresentano laconcreta azionedella Direzione dell’Azienda dei Colli che “non soloha amato la ricerca della veritàtanto da mettere sotto inchiesta i propri dirigenti, ma si è preoccupata anche dinon interrompere le cureper tutti i piccoli ricoverati“. Da quegli atti – ha sottolineato Iervolino -emerge chiaramente chel’indagine interna è iniziata prima dell’intervento dell’autorità giudiziaria. “Chi parla dioccultamentodei fatti manifesta la sua cultura e la ricerca di facile consenso. Un dato è certo: i fatti sono emersi con tanta puntualità perché l’Azienda ha fatto le indagini interne,senza fare sconti a nessuno“, ha concluso la manager.

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