Il comitato di Nuova Delhi ha detto sì: la Cucina italiana è ufficialmente patrimonio dell’Unesco. Il premio non va a dei singoli piatti ma proprio al modo di intendere la cucina italiana: un modo di stare a tavola, di cucinare, di riconoscersi e di pensare al cibo.
Finora l’Unesco aveva riconosciuto singole specialità e pratiche gastronomiche, come la cucina del Michoacán, il washoku giapponese o il kimchi coreano, mai era stata premiata l’intera cucina di un Paese. Un grande riconoscimento per l’Italia che, da questo momento, potrà vantare un importante acquisto.
Leggi Anche
Cucina italiana patrimonio dell’Unesco: cosa vuol dire
Quando parliamo di Cucina italiana intendiamo: la dieta mediterranea, all’arte dei pizzaioli napoletani, ricerca e lavorazione del tartufo, la viticoltura di Pantelleria, i vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato… Ma oltre a ciò si intende anche l’arte dello stare bene insieme, la voglia di sedersi a tavola e condividere un pasto. Un momento che per l’italiano medio è importante perché significa condivisione. Lasciare i problemi fuori e chiacchierare su ciò che è accaduto a scuola o al lavoro. Ma la tavola è anche un momento di confronto vivace, forse l’unico in cui si sta tutti insieme e si chiacchiera.
Con il voto che ha dato oggi l’Unesco viene detto sì alla Cucina italiana come patrimonio da preservare e custodire. Ciò però non vuol dire che ne stabilisce la superiorità rispetto ad altre usanze culinarie, ma è un impegno: quello di cercare di preservare la tradizione culinaria italiana. Vuol dire anche che ogni sei anni, l’Italia dovrà presentare un rapporto all’Unesco su come questa eredità viene trasmessa alle generazioni successive.
Con questa iscrizione l’Italia ha conquistato il record mondiale dei riconoscimenti nel settore agro-alimentare in proporzione al numero dei riconoscimenti complessivi ottenuti.
Cucina italiana patrimonio dell’Unesco, Meloni: “Che onore”
Giorgia Meloni con un video messaggio ha commentato trionfante: “Siamo i primi al mondo a ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza“.
Ha poi aggiunto: “È un primato che ci inorgoglisce e ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti e proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale. Già oggi esportiamo 70 miliardi di euro di agroalimentare, e siamo la prima economia in Europa per valore aggiunto dell’agricoltura. Questo riconoscimento imprimerà al Sistema Italia un impulso decisivo per raggiungere nuovi traguardi“.
© Riproduzione riservata


