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Crosetto ad Atreju tuona contro gli Usa: “Deluso che intervengano per trattare una pace in Europa”

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Uno dei momenti più attesi di Atreju non ha deluso. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è intervenuto sul palco della kermesse di Fratelli d’Italia per chiarire alcune questioni relative ai due conflitti in corso e per aggiungere qualche dettaglio ai dossier che sono in discussione oggi. I piani di pace del presidente Usa, Donald Trump, per l’Ucraina e Gaza si trovano in due momenti differenti, ma sembrano cruciali per la conclusione di due guerre che hanno portato a risultati catastrofici.

Se in Medio Oriente il cessate il fuoco, almeno sulla carta, è in vigore da ottobre, in Ucraina ancora si dialoga a distanza per cercare di comprendere le opzioni migliori da adottare. Crosetto, però, ha voluto togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa. “Sono molto deluso dal fatto che siano gli Usa che intervengano per trattare una pace nel cuore dell’Europa“, ha tuonato nl corso del suo intervento, chiarendo che se gli Stati europei nel prossimo futuro dicessero “che c’è una persona a rappresentare tutto il negoziato, né Trump né la Russia potrebbero dire di no“.

Crosetto ad Atreju: “Nessun carro armato Nato potrà mai entrare in Russia”

Parlando poi nello specifico della Nato, il titolare del dicastero di via XX settembre ha voluto rispondere ad alcune accuse lanciate proprio dal presidente Usa. “L’Alleanza Atlantica non si allarga e non invita nessuno: sono gli Stati liberi e democratici che chiedono di entrarvi per difendersi“, ha spiegato respingendo la narrazione secondo cui l’Alleanza Atlantica avrebbe un carattere offensivo verso la Russia. Crosetto ha ricordato come nell’ultimo secolo la Russia abbia cercato di occupare 19 Paesi. Un dato che spiegherebbe alla perfezione il timore provato da alcune Nazioni dell’Europa dell’Est.

Mai un carro armato della Nato potrà entrare in Russia, lì se Putin si sveglia male dichiara guerra“, ha sostenuto, aggiungendo che nell’Alleanza Atlantica nessuno può dichiarare guerra se non tutti i Paesi fossero d’accordo. Il punto centrale del conflitto in Ucraina, comunque, è la responsabilità: “Chi ha iniziato la guerra può finirla. Noi trattiamo con la Russia non  perché abbia avuto ragione“. Il motivo delle trattative però è quello di cercare di riportare la pace ed evitare che Kiev paghi lo scotto più duro.

Nel piano di Trump, quindi, i punti da tenere in considerazione sono principalmente tre: la situazione nel Donetsk, il destino degli asset russi congelati in Europa e  l’autonomia nazionale dell’Ucraina. Il ministro ha chiarito che le ipotesi territoriali potranno essere prese in considerazione solo se condivise da tutte le parti coinvolte. “Quando si tratta, se si chiede a qualcuno di rinunciare a qualcosa, bisogna dare qualcos’altro“, ha poi aggiunto, riconoscendo che ogni spiraglio negoziale va comunque condiviso.

Crosetto: “Tutti mi trattano come se fossi lo psicologo di Salvini”

E sulla contrarietà del leader della Lega, Matteo Salvini, sull’invio di armi a Kiev, il titolare del ministero della Difesa è stato perentorio: “Tutti mi trattano come se fossi lo psicologo di Salvini, giuro che non ho mai avuto in questi tre anni una discussione o un problema con Salvini. Lui manifesta giustamente le sue idee“. Il decreto armi, però, si farà entro la fine dell’anno come specificato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Per quanto riguarda Gaza, invece, Crosetto ha specificato che “nessuno in Occidente ha avuto parole più dure di quelle che ho avuto io con Israele“, rivendicando la linea tenuta dall’Italia dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. Il ministro ha inoltre evidenziato i toni duri utilizzati anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei colloqui con i leader israeliani, “toni che nessun altro leader occidentale ha avuto“, pur mantenendo il dialogo diplomatico. Per quanto riguarda i Pro Pal, Crosetto ha sintetizzato chiarendo di credere che “arriverà il giorno in cui protesteranno contro se stessi perché non avranno più nulla da dire“.

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