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Crans Montana, i media: ‘Il titolare del bar fu arrestato per sfruttamento prostituzione e frode’

Jacques Moretti, il titolare del bar Le Constellation, era già noto alla giustizia francese. Come confermato dall'emittente Rtl, era stato arrestato nel 2005 per i reati di sfruttamento della prostituzione, frode e sequestro di persona

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Jacques Moretti, cittadino corso e proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, risulta noto alla giustizia francese per vicende risalenti a circa vent’anni fa. Il titolare del locale in cui si è verificata la tragedia di Capodanno, che ha causato la morte di più di 40 giovani e il ferimento di 120 persone, sarebbe stato indagato nel passato.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Parisien, l’uomo sarebbe stato coinvolto in procedimenti per sfruttamento della prostituzione, oltre che in un caso di rapimento e sequestro di persona, per i quali avrebbe scontato un periodo di detenzione in Savoia.

Crans Montana, le indiscrezioni sui precedenti penali di Jacques Moretti

Spuntano nuove indiscrezioni sulla vita del proprietario del bar Le Constellation, protagonista del violento incendio di Capodanno. Le informazioni sono state confermate anche dall’emittente Rtl, che, citando una fonte legale, riferisce di una detenzione nel 2005 legata a reati di sfruttamento della prostituzione, frode, rapimento e sequestro di persona. Gli avvocati dell’accusato, al momento, non hanno commentato le indiscrezioni emerse dalla stampa.

Nel frattempo, Moretti e la moglie Jessica sono interrogate dalle autorità del Cantone Vallese nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio che ha distrutto il locale. Il sessantenne si difende dichiarando di aver rispettato tutte le norme di sicurezza nel bar, rilevato nel 2015. L’uomo durante il rogo non era presente all’interno del locale, la moglie invece era presente e ha anche riportato delle ustioni a un braccio.

I due proprietari al momento sono indagati per omicidio colposo

Entrambi sono attualmente indagati con le accuse di omicidio colposo per negligenza, lesioni colpose e incendio colposo, come riferito dalla polizia svizzera. L’inchiesta è tuttora in corso e, come riferito dalla procuratrice generale Béatrice Pilloud la presunzione d’innocenza nei loro confronti resta valida fino all’arrivo di una condanna definitiva.

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