Nel giorno dei funerali dell’ultima vittima della strage di Crans Montana, dove il locale Le Constellation è stato raso al suolo da un incendio improvviso e devastante, si comincia a riflettere sui numerosi interrogativi senza risposta che circondano questa tragedia. Almeno 40 morti e circa 120 feriti, è questo il bilancio di una maledetta notte di Capodanno. Sono per lo più ragazzini, minorenni in cerca di divertimento e spensieratezza. Come in molti hanno riconosciuto, per loro quella sera la morte non era un’opzione.
Così, quando le prime fiamme si sono accese sui pannelli fonoassorbenti del locale, nessuno aveva immaginato che in pochi attimi quel locale si sarebbe trasformato in un inferno sulla terra. Pochi secondi e poi, per molti, non c’era già più nulla da fare. Ora, il compito delle autorità svizzere è comprendere cosa sia realmente accaduto quella notte. Ricostruire passo passo la dinamica della catastrofe e comprendere chi siano i responsabili.
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Al momento, gli unici indagati sono Jaques Moretti e Jessica Marin, marito e moglie e titolari de Le Constellation. Su di loro, negli ultimi giorni, sono state numerose le indiscrezioni. Secondo gli inquirenti, questi dovranno rispondere di omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposi. Non è escluso, però, che i capi di imputazione possano cambiare o espandersi anche ad altri personaggi.
Crans Montana, come funziona la sicurezza antincendio in Svizzera
A far discutere, poi, è il fatto che la coppia sia al momento a piede libero. Le autorità elvetiche non hanno disposto la carcerazione, in quanto non vi sarebbero i presupposti per una misura cautelativa di questo tipo. Nello specifico, non vi sarebbe il rischio di fuga. Una decisione che ha indignato i parenti delle vittime e dei feriti, soprattutto quelli che vivono in altri Stati dove per reati simili la detenzione sarebbe obbligatoria.
Affinché si possa comprendere chi siano i reali responsabili, gli inquirenti sono al lavoro per ascoltare le testimonianze di chi è sopravvissuto a quella notte. Si tratta di circa 100-200 persone, tra feriti, soccorritori e responsabili dei controlli della sicurezza. Un’indagine a 360 gradi, a cui spetterà il compito di rispondere a numerosi interrogativi. Innanzitutto, come è possibile che un locale simile potesse ospitare una festa per ragazzini?
Per rispondere a questa domanda è necessario comprendere che in Svizzera ognuno dei 26 Cantoni ha una specifica legge antincendio. Nel caso del Canton Vallese, dove si trova Crans Montana, ai singoli Comuni spetta di effettuare le verifiche nei locali. Nel caso della località in cui si è verificata la tragedia, il Comune ha delegato i controlli ad una ditta privata, che ne avrebbe compiuti appena 40 in esercizi pubblici su un totale di 1.430 totali. Sembrerebbe, poi, che a le Constellation non si vedesse un ispettore da almeno 5 anni.
Crans Montana, la posizione del sindaco e dei due titolari de Le Constellation
In molti, quindi, hanno chiesto le dimissioni del sindaco di Crans Montana, Nicolas Fèraud, il quale però ha deciso di rimanere al suo posto. “Non si abbandona la nave quando il mare è in tempesta“, avrebbe dichiarato davanti a chi gli ha chiesto i motivi di questa decisione. Ora, il Comune rischia di essere chiamato a rispondere, per omissioni presunte, di concorso nei reati contestati ai gestori del locale incriminato, oltre che a pagare i risarcimenti alle famiglie di vittime e feriti. Un colpo durissimo, insomma.
Il sindaco ha inoltre dichiarato di non essere stato a conoscenza del fatto che nel Le Constellation si ballasse. Il locale, infatti, doveva essere un semplice bar, con una capienza massima di 240 persone. Invece, mancavano una serie di permessi fondamentali per far svolgere le attività che il locale realmente ospitava. In primis, sembra che i pannelli fonoassorbenti non rispettassero le norme di sicurezza. Poi, sarebbe mancato l’impianto antincendio obbligatorio nel caso in cui si facesse musica.
In ultimo, ad attirare l’attenzione sono dei presunti video che riprenderebbero Jessica Marin, proprietaria del locale, che fugge nel bel mezzo dell’incendio, con un braccio ustionato, mentre trasporta la cassa de Le Constellation. Inoltre, sembra che il figlio dei gestori, di cui al momento nessuno aveva mai parlato, abbia sfondato una delle vetrate in plastica della veranda esterna e sia riuscito a mettersi in salvo. Tutti elementi ora al vaglio degli inquirenti, a cui spetta un quadro piuttosto complesso da ricostruire.
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